Switch Ethernet audiofili
Uno switch Ethernet audiofilo distribuisce la connessione del modem router ai dispositivi dell’impianto hi-fi (lettore di rete, server musicale o DAC connesso) limitando il rumore elettrico che uno switch informatico trasmette insieme ai dati. La sua alimentazione curata e il suo clock stabile riducono i disturbi, e le sue porte in fibra ottica isolano elettricamente la musica liquida dalla rete domestica. Scopri di più
Funzionamento di uno switch di rete audiofilo
Nella maggior parte delle abitazioni, il modem router si trova lontano dal mobile hi-fi e dispone solo di poche prese. Lo switch, o commutatore, è la multipresa del cablaggio Ethernet: un solo cavo arriva dal router e lo switch serve a collegare più dispositivi, il lettore di rete, il NAS (disco rigido di rete che archivia la libreria musicale), il server audio, il televisore o la console.
La trasmissione dei dati, di per sé, non corre rischi. Il protocollo Ethernet verifica ogni pacchetto e richiede nuovamente quelli che arrivano danneggiati: nessuna perdita di segnale, e un file musicale raggiunge la sorgente audio identico all’originale, qualunque sia lo switch attraversato. Uno switch di rete audiofilo agisce altrove, sulla corrente parassita ad alta frequenza che accompagna il traffico audio nel cavo di rame. Questi disturbi risalgono fino ai circuiti dello streamer, poi fino al suo stadio di conversione, dove la musica torna a essere un segnale analogico.
I disturbi di uno switch di rete informatica
Uno switch da ufficio punta sulla velocità di trasferimento e sul prezzo più basso. Il suo alimentatore switching commuta la corrente ad alta frequenza per rimanere piccolo e leggero, e parte di queste commutazioni si ritrova sulla massa dei dispositivi collegati. Il suo oscillatore al quarzo, che scandisce la circolazione dei pacchetti, è un componente comune, sensibile alle variazioni di temperatura. Le sue spie di attività lampeggiano continuamente e aggiungono la loro parte di disturbi.
Su una rete informatica, nessuno di questi difetti ha conseguenze. Collegato a pochi centimetri da un dispositivo di riproduzione, lo stesso apparecchio diventa una fonte di disturbi posta immediatamente a monte della conversione digitale-analogica. Uno switch hi-fi audiofilo riprende la funzione di questo apparecchio, senza modificare in alcun modo lo standard Ethernet, e cura ciascuno degli aspetti tecnici che generano o trasmettono questi disturbi.
Alimentazione a basso rumore e riduzione del rumore di fondo
L’alimentazione è il primo elemento su cui si interviene. Un’alimentazione lineare abbassa la tensione di rete tramite un trasformatore, poi la raddrizza, la filtra e la regola senza commutazione. Più pesante, più ingombrante e meno efficiente di un alimentatore switching, lascia un rumore residuo molto più basso. I modelli di fascia alta separano diversi stadi di alimentazione, uno per l’oscillatore, gli altri per la commutazione e i connettori, affinché un circuito non disturbi quello vicino.
Alcuni switch audiofili compatti ricevono corrente tramite una presa di alimentazione esterna. Funzionano con l’alimentatore in dotazione e possono accogliere in seguito un’alimentazione lineare separata, opzionale, per far evolvere l’impianto per gradi.
→ Vedi le alimentazioni separate
Clock di precisione e riduzione del jitter
Il jitter indica le piccole irregolarità nella temporizzazione di un segnale digitale. Per ridurlo, uno switch di rete audiofilo sostituisce l’oscillatore standard con un riferimento temporale più stabile: un TCXO, quarzo compensato in temperatura, o un OCXO, quarzo mantenuto a temperatura costante in un minuscolo forno. Un ingresso per clock esterno da 10 MHz su presa BNC equipaggia alcuni modelli e li sincronizza con un clock principale condiviso con altri dispositivi.
L’effetto atteso richiede una precisazione. Lo streamer memorizza i dati ricevuti in un buffer e li rilegge al ritmo del proprio oscillatore: quello dello switch non controlla la conversione. Il suo interesse riguarda i circuiti dello switch stesso, nei quali una temporizzazione stabile rende il rumore di commutazione più basso e più regolare, quindi meno incline a risalire fino alla sorgente. Un OCXO richiede un tempo di riscaldamento prima di raggiungere la stabilità nominale, e uno switch audiofilo viene lasciato sempre acceso.
Fibra ottica, porte SFP e isolamento galvanico
Due dispositivi collegati da un cavo Ethernet in rame condividono un percorso elettrico, che viene seguito anche dai disturbi. L’isolamento galvanico interrompe questo percorso: non circola più alcuna corrente da un dispositivo all’altro, eliminando anche i loop di massa, all’origine dei ronzii. Le prese RJ45 ne possiedono uno, garantito da piccoli trasformatori, ma lasciano passare parte delle alte frequenze. La fibra ottica va oltre, poiché trasporta luce e non corrente.
Gli switch audiofili accolgono la fibra tramite porte SFP, alloggiamenti nei quali si inserisce un modulo ottico. La configurazione più comune collega il router allo switch tramite un collegamento ottico, con un convertitore all’altra estremità, poi lo switch allo streamer tramite un cavo RJ45 corto: l’impianto hi-fi risulta così separato elettricamente dal resto della casa. Collegare la sorgente stessa in fibra presuppone che disponga di un connettore SFP. Cavi o fibre, la scelta dipende quindi dai dispositivi presenti. I moduli ottici si scaldano e consumano corrente, e la loro qualità non è un dettaglio.
Velocità di trasferimento: 100 Mb/s, Gigabit o più
La musica liquida richiede poca larghezza di banda. Un flusso stereo a 24 bit/192 kHz occupa circa 9 Mb/s, e il DSD512, il formato più esigente, rimane sotto i 50 Mb/s. Un collegamento a 100 Mb/s copre quindi tutte le risoluzioni. Alcuni progettisti scelgono volutamente un chip di commutazione limitato a 100 Mb/s, più lento e meno rumoroso. Altri scelgono il Gigabit, o persino 2,5 o 10 Gb/s sulla fibra, considerando che i circuiti veloci lavorano con più margine.
La scelta giusta dipende dagli altri dispositivi collegati. Un NAS che esegue il backup dei computer di casa, un televisore che riproduce video 4K o un server che copia album in massa traggono vantaggio dal Gigabit. Uno switch che serve solo l’impianto hi-fi non ha bisogno di velocità superiori.
Numero di prese e posizione nella rete audio
Prima di scegliere, è meglio contare i dispositivi cablati da collegare vicino all’impianto (streamer, server musicale, NAS, televisore, decoder TV, console), poi aggiungere una presa di margine. Lo switch audiofilo va collocato come ultimo anello, il più vicino possibile alla sorgente: uno switch ordinario inserito tra i due reintrodurrebbe i disturbi eliminati a monte. Alcuni modelli riservano determinate prese ai dispositivi più sensibili, con un filtraggio potenziato o un isolamento supplementare, mentre le altre accolgono il router e le apparecchiature meno critiche.
La maggior parte degli switch audiofili non è gestibile: nessuna configurazione, si collegano e funzionano. Non sostituiscono il modem router, che continua a occuparsi dell’accesso a internet, del Wi-Fi e dell’assegnazione degli indirizzi. Lo streamer deve invece essere collegato via cavo, perché un dispositivo in Wi-Fi non trae beneficio da alcuno switch.
Cablaggio Ethernet, rete elettrica e ottimizzazione dell’impianto
Lo switch funziona insieme a ciò che lo circonda. È preferibile che il cavo RJ45 che lo collega alla sorgente rimanga corto e correttamente schermato, e la presa di corrente che lo alimenta conta altrettanto: uno switch silenzioso collegato a una multipresa condivisa con alimentatori switching perde parte della sua utilità. È meglio allontanarlo dagli alimentatori rumorosi e dagli amplificatori di elevata potenza e appoggiarlo su una superficie stabile: queste condizioni di installazione influiscono sul risultato. Un isolatore di rete, piccolo accessorio inserito su un solo cavo, è la soluzione più semplice quando occorre proteggere un solo dispositivo.
Il miglioramento all’ascolto dipende dallo streamer. Un dispositivo i cui stadi digitali e analogici sono già ben separati è in grado di filtrare da solo gran parte dei disturbi, e l’apporto dello switch rimane discreto. Su un impianto ad alta risoluzione, la riproduzione acquisisce in genere un fondo più silenzioso, sul quale i dettagli a basso livello emergono meglio, e spesso una maggiore naturalezza timbrica. Queste differenze restano sottili rispetto a quelle dovute ai diffusori, all’amplificazione o all’acustica della stanza: lo switch Ethernet audiofilo è un elemento di ottimizzazione, che interviene una volta che questi elementi sono all’altezza, per trasmettere la musica liquida nelle migliori condizioni.







