André
Cavo molto buono, all’altezza della sua reputazione, trasparente e musicale; in conclusione, un buon rapporto qualità-prezzo.
Commento del 15 febbraio 2026 — Esperienza del 28 settembre 2025
Tra un lettore CD e un convertitore, il collegamento coassiale trasporta dati, ma il modo in cui li trasporta conta: un cavo la cui impedenza varia deforma i fronti del segnale e complica il lavoro del ricevitore. Primo livello dei cavi digitali Cardas, il Parsec Digital sostituisce il precedente High Speed Data con una guaina più flessibile, connettori di migliore fattura e una costruzione ripresa dalla gamma Parsec analogica.
Lo standard S/PDIF coassiale fissa a 75 ohm l’impedenza dell’uscita della sorgente, quella dell’ingresso del convertitore e quella del cavo che li collega. Quando questi tre valori coincidono, il segnale passa da un apparecchio all’altro senza rimbalzare; quando divergono, una parte dell’energia si riflette alle estremità e va a disturbare le transizioni tra gli stati del segnale digitale. I bit arrivano comunque, ma l’istante preciso di ogni transizione diventa meno netto, ed è questa imprecisione temporale, il jitter, che il convertitore deve poi assorbire. Nel Parsec Digital, i 75 ohm derivano direttamente dalla geometria del cavo, cioè dal diametro del conduttore e dalla sua distanza dalla schermatura attraverso gli isolanti scelti. Il beneficio reale dipende anche dal convertitore: un modello dotato di uno stadio di reclocking efficace risulta meno sensibile alla qualità del collegamento rispetto a un ricevitore più semplice.
Il conduttore centrale è in rame privo di ossigeno di grado 1 puro al 99,9999 %, lo stesso dei cavi di segnale Parsec. È composto da trefoli rivestiti ciascuno da uno smalto trasparente SPN, secondo il principio del filo di Litz: isolati gli uni dagli altri, i trefoli non scambiano corrente tra loro, e lo smalto protegge il rame dall’ossidazione per tutta la vita del cavo. I diametri dei trefoli seguono le proporzioni del rapporto aureo, un approccio proprio di George Cardas che si ritrova in tutta la produzione del marchio, e gli strati sono avvolti secondo una geometria detta a campi incrociati, con ogni strato avvolto in senso opposto al precedente per limitare le risonanze proprie del conduttore. Un isolante in PTFE, il materiale noto con il nome di teflon, apprezzato per le sue basse perdite, avvolge l’insieme.
Intorno all’isolante, tubi d’aria in poliuretano a bassa densità sono riuniti da un nastro di FEP, un fluoropolimero simile al PTFE. Questi tubi mantengono la schermatura a una distanza regolare dal conduttore, e questa distanza stabile determina l’impedenza lungo tutta la lunghezza; l’aria, uno dei migliori isolanti disponibili, riduce anche la quantità di materiale solido a contatto con il segnale. La schermatura combina due strati: una pellicola di poliestere alluminizzato che copre l’intera circonferenza e blocca i disturbi ad alta frequenza, e una spirale di rame stagnato che assicura la continuità della massa. La guaina esterna verde scuro, più flessibile di quella dell’High Speed Data, riprende il colore degli altri cavi Parsec. Il cavo rimane leggero e si piega senza resistenza, facilitando il passaggio dietro un mobile senza esercitare trazione sulle prese RCA degli apparecchi. Questa flessibilità ha una contropartita logica: una piega molto stretta o uno schiacciamento modifica localmente la distanza tra conduttore e schermatura, quindi l’impedenza, ed è meglio assecondare le curve piuttosto che piegare il cavo ad angolo.
Alle estremità sono montati connettori RCA Cardas GRMO il cui corpo è in ottone eutettico, una lega amagnetica che fonde e solidifica a un’unica temperatura, senza fase intermedia, il che le conferisce una struttura omogenea. Questo corpo riceve uno strato sottostante d’argento, ottimo conduttore, e poi una placcatura in rodio. Metallo molto duro, il rodio resiste all’usura dei collegamenti ripetuti e alla corrosione, mentre l’argento da solo finirebbe per annerirsi; conduce meno bene dell’argento o dell’oro nel materiale massiccio, ma in strato sottile il contatto rimane eccellente e non si deteriora nel tempo. L’involucro, in ottone placcato oro, protegge il connettore e offre una buona presa senza partecipare al percorso del segnale. Il cavo viene terminato a mano nel laboratorio Cardas di Bandon, in Oregon.
L’uscita coassiale digitale è presente sulla maggior parte dei lettori CD, delle meccaniche di trasporto e dei lettori di rete, e l’ingresso corrispondente si trova sui convertitori, sugli amplificatori integrati con sezione digitale e su numerosi amplificatori home cinema. Il Parsec Digital trasporta PCM stereo fino a 24 bit e 192 kHz secondo quanto supportato dagli apparecchi, e i flussi Dolby Digital e DTS 5.1 compressi; i formati senza perdita del cinema (Dolby TrueHD, DTS-HD Master Audio) e il Dolby Atmos a piena risoluzione richiedono un collegamento HDMI. Rispetto a un collegamento ottico Toslink, il coassiale supporta su molti apparecchi frequenze di campionamento più elevate, spesso limitate a 96 kHz in ottico. Collega però elettricamente le masse dei due apparecchi, mentre la fibra le isola: in presenza di un ronzio legato a un anello di massa, l’ottico mantiene un vantaggio. Per gli apparecchi dotati di prese BNC, il Parsec Digital esiste anche in versione BNC e in versione mista da RCA a BNC.
Ne riprende la funzione, quella di cavo coassiale digitale di fascia base di Cardas, con una schermatura migliorata, una maggiore flessibilità, connettori più raffinati e una guaina più morbida abbinata al resto della gamma Parsec.
I dati trasmessi restano identici da un cavo all’altro finché il collegamento funziona. Le eventuali differenze riguardano la precisione temporale del segnale ricevuto, che il convertitore deve ricostruire prima della conversione. La loro entità dipende soprattutto dal ricevitore: un convertitore dotato di un reclocking accurato attenua fortemente l’influenza del cavo, mentre un ricevitore più rudimentale resta più sensibile a essa.
No. L’AES/EBU viene trasmesso tramite connettori XLR su un collegamento bilanciato e richiede un cavo da 110 ohm. Il Parsec Digital è un cavo sbilanciato da 75 ohm con connettori RCA, riservato allo S/PDIF coassiale.
Tecnicamente sì: un cavo coassiale con connettori RCA trasporta senza difficoltà un segnale analogico mono come quello di un’uscita subwoofer o LFE. La sua impedenza di 75 ohm non ha alcuna incidenza alle frequenze audio. Per un collegamento analogico stereo, la gamma Parsec propone cavi di segnale venduti in coppia.
Sì. Un collegamento coassiale digitale richiede un solo cavo, poiché il segnale dei due canali viaggia sullo stesso conduttore.
Basta lasciargli curve morbide, senza piegarlo ad angolo né schiacciarlo sotto il piede di un mobile, per preservare la regolarità della sua impedenza. Tenerlo lontano dai cavi di alimentazione, oppure incrociarli ad angolo retto anziché farli correre fianco a fianco, limita il rischio di interferenze. Per scollegarlo, è meglio tirare l’involucro del connettore anziché la guaina.
Il Clear Digital rappresenta il livello successivo. Riprende la costruzione della gamma Clear del marchio, un gradino sopra la gamma Parsec.
Secondo le recensioni dei clienti che hanno acquistato questo prodotto, riassunte dall'intelligenza artificiale
André
Cavo molto buono, all’altezza della sua reputazione, trasparente e musicale; in conclusione, un buon rapporto qualità-prezzo.
Commento del 15 febbraio 2026 — Esperienza del 28 settembre 2025
Charif
Prodotto ben rifinito, dona dolcezza e definizione dei timbri, nessun rimpianto.
Commento del 05 novembre 2025 — Esperienza del 18 dicembre 2023
Maxime
cavo splendido come tutti i Cardas.
Commento del 28 ottobre 2025 — Esperienza del 17 ottobre 2025