Cardas Parsec Digital 2m
Cardas Parsec Digital, cavo coassiale digitale
Tra un lettore CD e un convertitore, il collegamento coassiale trasporta dati, ma il modo in cui li trasporta conta: un cavo la cui impedenza varia deforma i fronti del segnale e complica il lavoro del ricevitore. Primo livello dei cavi digitali Cardas, il Parsec Digital sostituisce il precedente High Speed Data con una guaina più flessibile, connettori di migliore fattura e una costruzione ripresa dalla gamma Parsec analogica.
Un’impedenza di 75 ohm mantenuta da un’estremità all’altra
Lo standard S/PDIF coassiale fissa a 75 ohm l’impedenza dell’uscita della sorgente, quella dell’ingresso del convertitore e quella del cavo che li collega. Quando questi tre valori coincidono, il segnale passa da un apparecchio all’altro senza rimbalzare; quando divergono, una parte dell’energia si riflette alle estremità e disturba le transizioni tra gli stati del segnale digitale. I bit arrivano comunque, ma l’istante preciso di ogni transizione diventa meno definito, ed è questa imprecisione temporale, il jitter, che il convertitore deve poi assorbire. Sul Parsec Digital, i 75 ohm derivano direttamente dalla geometria del cavo, cioè dal diametro del conduttore e dalla sua distanza dalla schermatura attraverso gli isolanti scelti. Il beneficio reale dipende anche dal convertitore: un modello dotato di uno stadio di reclocking efficace si dimostra meno sensibile alla qualità del collegamento rispetto a un ricevitore più semplice.
Rame sei nove con trefoli smaltati singolarmente
Il conduttore centrale è in rame privo di ossigeno di grado 1 puro al 99,9999 %, lo stesso dei cavi di segnale Parsec. È composto da trefoli rivestiti ciascuno con uno smalto trasparente SPN, secondo il principio del filo Litz: isolati gli uni dagli altri, i trefoli non scambiano corrente tra loro, e lo smalto protegge il rame dall’ossidazione per tutta la vita del cavo. I diametri dei trefoli seguono le proporzioni del numero aureo, un approccio proprio di George Cardas che si ritrova in tutta la produzione del marchio, e gli strati sono avvolti secondo una geometria detta a campi incrociati, con ogni strato avvolto in senso opposto al precedente per limitare le risonanze proprie del conduttore. Un isolante in PTFE, il materiale noto come teflon, apprezzato per le sue basse perdite, avvolge l’insieme.
Una doppia schermatura mantenuta a distanza da tubi d’aria
Intorno all’isolante, tubi d’aria in poliuretano a bassa densità sono raccolti da un nastro di FEP, un fluoropolimero simile al PTFE. Questi tubi mantengono la schermatura a una distanza regolare dal conduttore, e questa distanza stabile determina l’impedenza lungo tutta la lunghezza; l’aria, uno dei migliori isolanti disponibili, riduce anche la quantità di materiale solido a contatto con il segnale. La schermatura combina due strati: una pellicola di poliestere alluminizzato che copre l’intera circonferenza e blocca i disturbi ad alta frequenza, e una spirale di rame stagnato che assicura la continuità della massa. La guaina esterna verde scuro, più flessibile di quella dell’High Speed Data, riprende il colore degli altri cavi Parsec. Il cavo rimane leggero e si piega senza resistenza, facilitando il passaggio dietro un mobile senza esercitare trazione sulle prese RCA degli apparecchi. Questa flessibilità ha una contropartita logica: una piega molto stretta o uno schiacciamento modifica localmente la distanza tra conduttore e schermatura, quindi l’impedenza, ed è meglio assecondare le curve piuttosto che piegare il cavo ad angolo.
Connettori GRMO in ottone eutettico placcato rodio
Le estremità sono dotate di connettori RCA Cardas GRMO il cui corpo è in ottone eutettico, una lega amagnetica che fonde e si solidifica a un’unica temperatura, senza fase intermedia, il che le conferisce una struttura omogenea. Questo corpo riceve un sottostrato d’argento, eccellente conduttore, e poi una placcatura in rodio. Metallo molto duro, il rodio resiste all’usura dei collegamenti ripetuti e alla corrosione, mentre l’argento da solo finirebbe per annerirsi; allo stato massivo conduce meno bene dell’argento o dell’oro, ma in uno strato sottile il contatto rimane eccellente e non si degrada nel tempo. Il guscio, in ottone placcato oro, protegge il connettore e offre una buona presa senza partecipare al percorso del segnale. Il cavo viene terminato a mano nel laboratorio Cardas di Bandon, in Oregon.
Gli apparecchi che collega il Parsec Digital
L’uscita coassiale digitale è presente sulla maggior parte dei lettori CD, dei trasporti e dei lettori di rete, mentre l’ingresso corrispondente si trova sui convertitori, sugli amplificatori integrati con sezione digitale e su molti amplificatori home cinema. Il Parsec Digital trasporta PCM stereo fino a 24 bit e 192 kHz in base a quanto supportato dagli apparecchi, e i flussi Dolby Digital e DTS 5.1 compressi; i formati cinematografici senza perdita (Dolby TrueHD, DTS-HD Master Audio) e il Dolby Atmos a piena risoluzione richiedono un collegamento HDMI. Rispetto a un collegamento ottico Toslink, il coassiale accetta su molti apparecchi frequenze di campionamento più elevate, spesso limitate a 96 kHz in ottico. Collega però elettricamente le masse dei due apparecchi, mentre la fibra le isola: in presenza di un ronzio legato a un anello di massa, il collegamento ottico mantiene un vantaggio. Per gli apparecchi dotati di prese BNC, il Parsec Digital è disponibile anche in versione BNC e in versione mista da RCA a BNC.
Caratteristiche tecniche
Composizione
- Corpo in ottone eutettico
- Connettore in ottone placcato oro
- Placcatura in rodio su argento
Specifiche elettriche
- Cavo coassiale digitale 75 Ω
- Doppia schermatura
Dimensioni
- Lunghezza del cavo: 2 m
Domande frequenti
Cosa offre il Parsec Digital rispetto al vecchio High Speed Data?
Ne riprende la funzione, quella di cavo coassiale digitale entry-level di Cardas, con una schermatura migliorata, una maggiore flessibilità, connettori più perfezionati e una guaina più morbida abbinata al resto della gamma Parsec.
Un cavo digitale può modificare il suono?
I dati trasmessi restano identici da un cavo all’altro finché il collegamento funziona. Le eventuali differenze riguardano la precisione temporale del segnale ricevuto, che il convertitore deve ricostruire prima della conversione. La loro entità dipende soprattutto dal ricevitore: un convertitore dotato di un reclocking accurato attenua fortemente l’influenza del cavo, mentre un ricevitore più semplice rimane più sensibile.
Si può utilizzare per un collegamento AES/EBU?
No. L’AES/EBU viene trasmesso su connettori XLR tramite un collegamento bilanciato e richiede un cavo da 110 ohm. Il Parsec Digital è un cavo sbilanciato da 75 ohm con connettori RCA, riservato all’S/PDIF coassiale.
Può essere usato come cavo per un subwoofer?
Tecnicamente sì: un cavo coassiale con connettori RCA trasporta senza difficoltà un segnale analogico mono come quello di un’uscita subwoofer o LFE. La sua impedenza di 75 ohm non ha alcuna incidenza alle frequenze audio. Per un collegamento analogico stereo, la gamma Parsec propone cavi di segnale venduti in coppia.
Il cavo è venduto singolarmente?
Sì. Un collegamento coassiale digitale richiede un solo cavo, poiché il segnale dei due canali viaggia sullo stesso conduttore.
Come farlo passare dietro un mobile?
È sufficiente lasciargli curve morbide, senza piegarlo bruscamente né schiacciarlo sotto il piede di un mobile, per preservare la regolarità della sua impedenza. Allontanarlo dai cavi di alimentazione, o incrociarli ad angolo retto anziché farli correre fianco a fianco, limita il rischio di interferenze. Per scollegarlo, è meglio tirare sull’involucro del connettore anziché sulla guaina.
Quale cavo si colloca più in alto nella gamma digitale Cardas?
Il Clear Digital rappresenta il livello successivo. Riprende la costruzione della gamma Clear del marchio, un gradino sopra la gamma Parsec.
- Eco-contributo incluso nel prezzo di vendita.
