Presentazione
Far scendere i bassi senza tradire la musicalità di un sistema hi-fi: questa è la sfida di un subwoofer firmato Sonus Faber. Il produttore di Vicenza ha costruito la propria reputazione su diffusori dal timbro caldo e dalla raffinata ebanisteria, e il Gravis II applica la stessa esigenza alla gamma più bassa. Completa una coppia di diffusori sia per la musica sia per il cinema, con un aspetto che lo avvicina tanto a un mobile quanto a un apparecchio audio.
Un ritorno alle origini dei bassi per Sonus Faber
Il marchio italiano non è al suo primo subwoofer. Il suo primissimo progetto del genere, il Gravis FB100, risale al 1986, seguito in seguito dal Cremona Subwoofer M. L’attuale collezione Gravis prosegue questa linea con quattro modelli. I Gravis I e II sono i più compatti, progettati per accompagnare la collezione Sonetto, mentre i più potenti Gravis V e VI sono destinati alle gamme Homage Tradition e Reference.
Il Gravis II è il più grande dei due modelli piccoli. Laddove il Gravis I monta un altoparlante da 20 cm, il II passa a 26 cm, con un cabinet più voluminoso e un’amplificazione più potente. Questa taglia intermedia gli consente di scendere più in basso e sostenere picchi di livello più elevati, restando al contempo abbastanza discreto da inserirsi in un soggiorno.
Radiatore passivo e carta trattata: come vengono prodotti i bassi
Il Gravis II si basa su un altoparlante attivo da 26 cm a lunga escursione, dotato di una membrana in carta trattata e di un’ampia sospensione in gomma. La lunga escursione significa che la membrana si muove molto avanti e indietro, condizione necessaria per spostare molta aria e riprodurre frequenze molto basse.
A questo altoparlante si aggiunge un radiatore passivo dello stesso diametro, talvolta chiamato membrana passiva o «drone cone». Questo secondo cono non è collegato ad alcun amplificatore: viene messo in movimento dalla pressione generata dall’altoparlante attivo all’interno del mobile. Questa tecnica rafforza i bassi nella parte inferiore dello spettro senza richiedere un volume del subwoofer eccessivo. Rispetto a un semplice condotto bass-reflex, un radiatore passivo evita i rumori d’aria parassiti e si presta bene ai subwoofer compatti. Il Gravis II scende fino a 25 Hz, un’estensione che copre l’infrabasso presente nella musica elettronica, nell’organo o negli effetti delle colonne sonore.
Un’amplificazione in classe AB da 350 watt
L’elettronica interna utilizza un’amplificazione in classe AB di progettazione interna, sviluppata per la serie Gravis. Eroga 350 watt RMS, con picchi fino a 700 watt. La classe AB, meno diffusa della classe D nei subwoofer recenti, è rinomata per la sua linearità: amplifica il segnale con regolarità su tutta la gamma di potenza, a costo di un maggiore riscaldamento e consumo. Questa scelta è in linea con la filosofia del marchio, che privilegia la consistenza e la naturalezza dei bassi rispetto alla sola potenza pura.
Un’accensione automatica rileva il segnale audio e riattiva il subwoofer dalla modalità standby, per poi riportarlo in standby dopo un periodo di silenzio. La funzione può essere disattivata se si preferisce mantenere il controllo manuale. In standby, il consumo scende a 0,5 watt.
Tre ingressi per hi-fi e home cinema
Il pannello posteriore riunisce tre tipi di collegamento, pensati per due utilizzi distinti. L’ingresso LFE, in formato RCA mono, riceve il canale dedicato alle basse frequenze da un amplificatore home cinema o da un processore. Su questo ingresso, il filtro del subwoofer viene bypassato: è l’amplificatore home cinema a gestire la frequenza di taglio e la calibrazione, come previsto dallo standard multicanale.
L’ingresso LINE, anch’esso RCA mono, serve per il collegamento all’uscita linea di un preamplificatore o di una sorgente stereo. Infine, l’ingresso ad alto livello utilizza un connettore Neutrik Speakon a quattro poli. Derivato dal mondo professionale, questo formato si distingue per robustezza e sistema di bloccaggio anti-strappo. In hi-fi, il collegamento ad alto livello presenta un vantaggio concreto: preleva il segnale direttamente dai terminali dell’amplificatore, così il subwoofer riceve esattamente lo stesso segnale dei diffusori, con la medesima firma sonora. Sonus Faber fornisce il cavo Speakon necessario e illustra diversi schemi di collegamento in base al tipo di amplificatore.
Dettaglio apprezzabile, i volumi si regolano separatamente per l’ingresso LFE e per gli ingressi linea e alto livello. Un sistema utilizzato sia come impianto hi-fi sia come installazione home cinema conserva così due calibrazioni distinte, senza dover regolare nuovamente tutto a ogni cambio di utilizzo.
Regolazioni per abbinare il subwoofer ai diffusori
Tre comandi consentono di accordare il Gravis II al resto del sistema. La frequenza di taglio superiore si regola in modo continuo da 30 a 120 Hz: stabilisce il limite oltre il quale il subwoofer smette di suonare, per evitare che si sovrapponga ai bassi già riprodotti dai diffusori principali. La pendenza del filtro è di 24 dB per ottava, un taglio netto che limita la sovrapposizione tra il subwoofer e i diffusori.
La regolazione della fase, commutabile tra 0 e 180 gradi, corregge le situazioni in cui il subwoofer e i diffusori non sono allineati nel tempo, cosa che creerebbe un calo dei bassi nel punto d’ascolto. Queste regolazioni restano manuali, senza calibrazione automatica tramite microfono: l’accordatura avviene a orecchio o con l’ausilio di un fonometro, un approccio che richiede un po’ di metodo ma lascia il pieno controllo all’ascoltatore.
Un’ebanisteria fedele allo spirito Sonetto
Fedele all’identità visiva del marchio, il Gravis II adotta un mobile dalla forma quadrata sormontato da una parte superiore in pelle nera, con il logo Sonus Faber impresso a caldo. Le finiture in legno a poro aperto, laccate opache o lucide lo avvicinano ai diffusori della collezione Sonetto, con i quali forma un insieme coerente, sia dal punto di vista visivo sia sonoro. Piedini in gomma assicurano il disaccoppiamento dal pavimento.
Con 40 cm di altezza e altrettanti di profondità, nonché 19,1 kg sulla bilancia, mantiene un ingombro ragionevole per un subwoofer di questo diametro. Il suo peso contenuto è dovuto alle dimensioni compatte: a parità di prestazioni, un subwoofer più voluminoso sarebbe più pesante. Resta trasportabile da una sola persona e trova posto vicino a una parete o in un angolo, posizioni che rinforzano naturalmente i bassi.
Documentazione
Caratteristiche tecniche
Progetto acustico
- Tipo: subwoofer attivo bass-reflex con radiatore passivo
- Altoparlante: 1 × 260 mm a lunga escursione, membrana in carta trattata, ampia sospensione in gomma
- Radiatore passivo: 1 × 260 mm a lunga escursione, membrana in carta trattata
- Risposta in frequenza: da 25 Hz a Fc (-6 dB), frequenza superiore regolabile
Amplificazione e potenza
- Amplificazione: classe AB ad alta linearità
- Potenza RMS: 350 W
- Potenza di picco: 700 W
Connettività e ingressi audio
- LFE mono RCA
- LINE mono RCA
- HIGH LEVEL tramite Neutrik Speakon a 4 poli
Regolazioni e controlli
- Frequenza di taglio: regolabile in continuo da 30 a 120 Hz
- Pendenza del filtro: 24 dB / ottava
- Regolazione della fase: inversione 0° / 180°
- Controllo del volume: regolazioni indipendenti del volume Master e LFE
- Accensione automatica: Auto On / Off disattivabile
Alimentazione e consumo
- Alimentazione: 120 V AC / 60 Hz o 230 V AC / 50 Hz a seconda della versione
- Consumo nominale: 450 W
- Consumo in standby: 0,5 W
- Fusibile: T6,3 A (110 V / 60 Hz); T3,15 A (230 V / 50 Hz)
Mobile e finiture
- Mobile: forma quadrata
- Finiture: legno a poro aperto / opaco / lucido, pelle nera
- Disaccoppiamento: piedini in gomma
Dimensioni e peso
- Dimensioni (A × L × P): 404 × 356 × 408 mm
- Dimensioni imballato (A × L × P): 537 × 512 × 526 mm
- Peso netto: 19,1 kg
- Peso imballato: 26,8 kg
Domande frequenti
Il Gravis II funziona solo con diffusori Sonus Faber?
No. È stato progettato per armonizzarsi con la collezione Sonetto, sia dal punto di vista sonoro che estetico, ma le sue regolazioni della frequenza di crossover, della fase e del guadagno gli consentono di adattarsi a qualsiasi coppia di diffusori. La sua tripla connettività lo rende compatibile con la grande maggioranza degli amplificatori hi-fi e home cinema presenti sul mercato.
Va collegato in LFE o ad alto livello?
Dipende dall’uso. Per un impianto home theater gestito da un amplificatore audio-video, l’ingresso LFE è la scelta logica: l’amplificatore gestisce i bassi e la calibrazione. Per l’ascolto stereo da un preamplificatore o da un amplificatore integrato, è consigliato l’ingresso ad alto livello in formato Speakon, perché trasmette al subwoofer lo stesso segnale inviato ai diffusori. Nulla vieta di utilizzare entrambi gli ingressi in parallelo su un sistema a doppia destinazione d’uso, grazie ai volumi indipendenti.
Cosa significa « radiatore passivo » e in cosa differisce da un diffusore con condotto reflex?
Un radiatore passivo è una membrana senza motore, messa in movimento dalla pressione interna del diffusore. Svolge lo stesso ruolo di un condotto bass-reflex, rafforzando i bassi nella parte bassa dello spettro, ma senza condotto aperto. Il vantaggio è evitare turbolenze d’aria udibili ad alto volume e preservare bassi puliti in un cabinet compatto.
Si può posizionare contro una parete?
Sì. Un subwoofer aumenta generalmente il livello dei bassi quando viene avvicinato a una parete o collocato in un angolo, poiché la superficie rafforza le basse frequenze. La regolazione della fase e il controllo del volume consentono di compensare un eventuale eccesso di bassi legato a questa posizione. Il manuale d’uso di Sonus Faber fornisce inoltre indicazioni di posizionamento a seconda che si cerchi la chiarezza o la massima potenza.
Qual è la differenza con il Gravis I?
Il Gravis I è il modello inferiore, con un altoparlante da 20 cm e un mobile più piccolo. Il Gravis II passa a 26 cm, con un cabinet più grande accordato per questo altoparlante e una riserva di potenza superiore. Scende più in basso e gestisce meglio le forti sollecitazioni, risultando quindi adatto a stanze un po’ più grandi o a sistemi più esigenti.
La classe AB è uno svantaggio rispetto ai subwoofer in classe D?
È una scelta precisa. La classe D consuma meno e scalda poco, il che spiega la sua presenza in molti subwoofer attuali. La classe AB, scelta qui, offre grande linearità e bassi dalla texture raffinata, a fronte di consumi e riscaldamento più elevati. Sonus Faber ha fatto questa scelta per rimanere coerente con la sua ricerca di naturalezza sull’intero spettro.
- Eco-contributo incluso nel prezzo di vendita.








