Murat
È un ottimo dispositivo
Commento del 23 ottobre 2026 — Esperienza del 3 settembre 2026
Affidare la conversione del segnale a un convertitore a scelta e riservare un’intera macchina alla sola lettura dei flussi digitali: ecco il principio di un transport di streaming. Il T10 sviluppa questa idea in casa EverSolo, dopo il T8, lavorando su clock, alimentazione e isolamento. Nessun convertitore a bordo, quindi, ma una sorgente digitale la cui missione è inviare un segnale il più pulito possibile all’elettronica posta a valle.
Il T10 non contiene alcun convertitore digitale-analogico. Il suo lavoro si ferma alla lettura e alla formattazione del flusso digitale, che recupera dalla rete, da uno storage interno o dalle piattaforme di streaming, per poi trasmetterlo a un convertitore esterno. Questa scelta lascia a ciascuno la libertà di mantenere il DAC che preferisce; il T10 si occupa della parte sorgente, cioè dell’organizzazione della musica, della gestione dei servizi online e della trasmissione del segnale.
Rispetto a un lettore di rete all-in-one, che riunisce streamer e convertitore nello stesso chassis, questa separazione ha un vantaggio concreto: spostare la conversione finale fuori dal resto della catena e affidarla a un’elettronica dedicata, meno esposta ai disturbi del calcolatore e della rete.
La regolarità del clock condiziona la qualità di una trasmissione digitale. Il T10 integra un oscillatore OCXO (Oven Controlled Crystal Oscillator) a bassissimo rumore di fase, mantenuto a temperatura stabile per limitare la deriva di frequenza. Un circuito ad anello ad aggancio di fase (PLL) affina questo segnale di clock e riduce il jitter, quelle minuscole variazioni di timing che degradano la lettura dei dati audio.
Per gli impianti già dotati di un clock master, il T10 aggiunge un ingresso 10 MHz compatibile con le impedenze da 50 e 75 ohm. Questa presa prepara l’arrivo del C10, il clock esterno annunciato da EverSolo, senza imporre nulla: l’oscillatore interno funziona da solo, l’ingresso resta un’opzione per chi vuole spingersi oltre nella sincronizzazione.
L’alimentazione si basa su un trasformatore toroidale di tipo O sviluppato per l’apparecchio, con percorsi distinti per i circuiti di sistema e i circuiti audio. L’obiettivo è tenere i disturbi della sezione informatica lontani dalla parte sonora. A ciò si aggiungono un isolamento elettrico su tutte le interfacce, in più strati sui percorsi critici del segnale digitale, una compartimentazione fisica interna e una schermatura elettromagnetica del display.
Queste misure non cercano di colorare il suono in un modo o nell’altro. Puntano a un ambiente elettrico più tranquillo, dove i dettagli e le sfumature dinamiche emergono su un fondo di rumore ridotto.
Sul fronte delle uscite, il T10 propone un collegamento IIS con otto modalità selezionabili, per adattarsi ai diversi convertitori e ai loro pinout. A queste si aggiungono un’uscita USB Audio e un’uscita coassiale, entrambe dotate di isolamento ad alta precisione, una connessione AES/EBU e un’uscita ottica. Questa varietà copre la maggior parte dei DAC sul mercato, sia datati sia recenti.
Per la rete convivono due ingressi cablati: una porta Ethernet 2,5 Gigabit, che garantisce una larghezza di banda confortevole per i flussi ad alta risoluzione e le grandi librerie, e un’interfaccia in fibra SFP, che interrompe il collegamento in rame e allontana le interferenze elettriche provenienti dalle apparecchiature di rete. Il Wi-Fi 6 dual band completa l’insieme per gli ambienti senza cavo.
Il display touch passa a 8,6 pollici e adotta un’interfaccia completamente ridisegnata: nuovo layout delle informazioni, logica di interazione rivista, navigazione a schede. Il pannello ha due utilizzi. Gestisce la riproduzione e, durante l’ascolto, visualizza VU-meter di vari stili, visualizzazioni dello spettro o animazioni d’atmosfera come un fuoco da campo e scene di foresta. Quanto basta per dare una vera presenza all’apparecchio posato nella stanza, là dove molte sorgenti si accontentano di un display ridotto.
La parte software si basa su un processore a 64 bit a otto core, 8 GB di memoria RAM e 64 GB di storage interno, quanto basta per gestire senza latenza grandi raccolte e passare da un’attività all’altra senza attese.
Il sistema integra nativamente le principali piattaforme: Apple Music, TIDAL, Qobuz, Deezer, Amazon Music. Supporta anche i protocolli TIDAL Connect, Spotify Connect (Lossless), Qobuz Connect o DLNA. Il nuovo motore della libreria analizza circa 200.000 brani in due ore, con ricerca globale, playlist multipiattaforma e riproduzione casuale completa. Una funzione di ripping CD recupera copertine, informazioni sulle tracce e metadati con correzione intelligente degli errori, una dissolvenza in entrata e in uscita globale ammorbidisce le transizioni, ed è disponibile un sovracampionamento fino a 16× per le registrazioni ad alta risoluzione. Il controllo avviene dal display, dall’app EverSolo Control su smartphone e tablet, oppure con il telecomando V16 in dotazione.
Il T10 riprende il sistema evotune Pro di correzione acustica, qui dotato di un nuovo algoritmo FIR (a risposta impulsiva finita), di un equalizzatore parametrico a 20 bande e di una gestione dei bassi più avanzata. Il principio: misurare l’ambiente, costruirne un modello, quindi generare un profilo di compensazione adatto. Un soggiorno, uno studio e una sala dedicata non pongono gli stessi problemi acustici; l’obiettivo è correggere quelli che pesano di più sul risultato, senza imporre una particolare colorazione al suono.
Il T10 è il capofila della nuova gamma 10 di EverSolo, che riunisce anche il convertitore DAC-Z10 e il futuro clock master C10. Lo chassis misura 365 x 310 x 88 mm e pesa 6,3 kg; condivide le dimensioni dello Z10, per una sovrapposizione ordinata una volta riuniti i due apparecchi. È il successore diretto del T8, di cui riprende la logica di transport puro rivedendo la meccanica interna, dal clock fino alla rete.
No. Il T10 è un trasporto, non un lettore integrato: non dispone di alcun convertitore digitale-analogico e deve essere collegato a un DAC esterno per produrre un segnale analogico verso un amplificatore. È questo che lo distingue da uno streamer tutto-in-uno.
Sì. Il T10 dispone di due slot M.2 NVMe (formato 2280) che supportano fino a 16 TB totali, con i dischi non forniti. Offre anche due porte USB 3.0 per collegare supporti esterni e ospitare una libreria locale oltre ai servizi online.
Il T10 passa da un processore quad-core a uno octa-core, raddoppia la memoria RAM (8 GB contro 4), amplia lo schermo da 6 a 8,6 pollici e porta la rete da 1 a 2,5 Gigabit, con in più la fibra SFP. Soprattutto, aggiunge due elementi assenti nel T8: l’oscillatore OCXO e l’ingresso clock esterno da 10 MHz.
No. L’oscillatore OCXO interno funziona in modo autonomo. L’ingresso a 10 MHz è destinato agli impianti che possiedono già un clock master, o a quelli che accoglieranno il futuro C10 di EverSolo; resta facoltativo.
L’Ethernet 2,5 Gigabit è adatto alla maggior parte degli utilizzi e gestisce senza difficoltà i flussi ad alta risoluzione. La fibra SFP va oltre eliminando il collegamento in rame, il che riduce le interferenze elettriche trasmesse dalla rete. Il Wi-Fi 6 resta utile quando il cablaggio non è possibile.
Le uscite IIS e USB Audio arrivano fino al DSD512 nativo e al PCM 768 kHz/32 bit. Le uscite ottica, coassiale e AES/EBU si fermano a 192 kHz/24 bit e al DoP64, un punto da tenere presente per chi punta alle altissime definizioni.
Murat
È un ottimo dispositivo
Commento del 23 ottobre 2026 — Esperienza del 3 settembre 2026
Vincent
Trasporto di rete che porta la riproduzione a un livello elevato: finiture al top, app eccellente, numerose funzionalità, libreria interna e soprattutto una riproduzione molto naturale con un livello di rumore molto basso, dettagli e dolcezza (totale assenza di asprezza). Il rodaggio è piuttosto lungo e riserva qualche sorpresa, ma una volta superato, è una vera gioia.
Commento del 21 ottobre 2026 — Esperienza del 8 ottobre 2026