Vincent
Nessun problema, funziona correttamente.
Commento del 20 maggio 2026 — Esperienza del 09 maggio 2026
Posizionare un subwoofer lontano dall’amplificatore obbliga a far passare diversi metri di cavo RCA attraverso la stanza. Su questa distanza, una schermatura insufficiente lascia passare ronzii e disturbi che sporcano i bassi. La versione da 12 metri del cavo per subwoofer SVS SoundPath è progettata esattamente per questa situazione: collegare una sorgente e un subwoofer distanti mantenendo un segnale pulito dall’inizio alla fine.
Il segnale arriva fino al subwoofer attraverso due conduttori isolati l’uno dall’altro, ciascuno formato da quattordici trefoli di rame privo di ossigeno (OFC) purificato al 99,99%. Attorno a essi, l’isolamento è organizzato in cinque strati. Il primo è una guaina in polietilene ad alta densità (PEHD) da 1,6 mm che avvolge separatamente ciascun conduttore e limita le interazioni tra i due. Segue un dielettrico in PVC ad alta densità da 7 mm che costituisce la struttura portante del cavo, poi una pellicola in PET (Mylar) che mantiene e protegge la struttura interna. La schermatura costituisce il penultimo strato, descritta subito dopo, e una guaina intrecciata in cotone chiude l’insieme, fungendo sia da protezione meccanica sia da finitura. Il diametro esterno resta contenuto a 7 mm, abbastanza sottile da poter passare lungo un battiscopa o sotto un tappeto.
Su dodici metri, è la schermatura a svolgere la maggior parte del lavoro. Combina una pellicola di alluminio e una treccia di 56 trefoli di rame OFC stagnato, avvolte a spirale attorno alla struttura interna. La sua funzione: bloccare le interferenze elettromagnetiche e a radiofrequenza (EMI e RFI) che un cavo lungo capta tanto più facilmente quanto più attraversa una stanza piena di apparecchi elettrici.
La particolarità di questa schermatura è che è collegata a massa da un solo lato, quello della sorgente. Questo collegamento asimmetrico evita di creare un anello tra i due apparecchi attraverso la schermatura stessa, una causa classica di ronzio. Conferisce inoltre un orientamento al cavo: un’estremità è destinata alla sorgente, all’amplificatore o al processore, l’altra al subwoofer.
I connettori riprendono la cura riservata al cavo. Il guscio è lavorato in alluminio di qualità aeronautica, anodizzato, con anelli di identificazione rossi e bianchi per distinguere a colpo d’occhio le estremità e i canali. Il pin centrale e l’anello esterno sono in ottone placcato in oro 24 carati, un rivestimento che resiste alla corrosione e mantiene un contatto stabile nel tempo. Il corpo di massa è fessurato, assicurando una presa salda sulla presa RCA del subwoofer come su quella dell’amplificatore.
Le saldature sono realizzate con una lega senza piombo di alta qualità. Questo aspetto conta su un collegamento per basse frequenze, dove un contatto che si deteriora finisce per farsi sentire sotto forma di crepitii o interruzioni.
Le misure pubblicate offrono un quadro preciso del cavo. La resistenza in corrente continua è di 77 milliohm per metro per i conduttori e di 30 milliohm per metro per la schermatura. La capacità nominale resta bassa, 39 picofarad per metro a 1 kHz. L’impedenza nominale è di 110 ohm, con cavo e connettori accordati per ridurre il rapporto d’onda stazionaria e le perdite per riflessione. Su un cavo da 3 metri, la banda passante dichiarata va dalla corrente continua fino a 5 megahertz, con un rapporto d’onda stazionaria inferiore o uguale a 1,09 e una perdita di ritorno di almeno 27 decibel.
Questi valori appartengono al vocabolario delle radiofrequenze. Il segnale di un subwoofer, invece, si colloca tra una ventina e duecento hertz, molto lontano dai megahertz misurati: la banda passante e l’adattamento d’impedenza superano ampiamente quanto richiesto dai bassi. Alla scala di un subwoofer, l’interesse si concentra sulla bassa capacità e sulla bassa resistenza dei conduttori, che preservano il livello e la definizione del segnale su una lunga distanza, e soprattutto sulla qualità della schermatura. I dati sulle radiofrequenze, invece, riflettono innanzitutto la serietà della costruzione.
Il cavo è disponibile da 1 a 15 metri e questa referenza si colloca al penultimo livello. Dodici metri coprono i casi in cui il subwoofer è decisamente lontano dall’elettronica: angolo opposto del soggiorno, posizionamento dietro le sedute oppure installazione con due subwoofer, di cui uno lontano dal mobile degli apparecchi.
Scegliere una lunghezza quanto più vicina possibile alla distanza reale, con un po’ di margine per gli angoli, evita di accumulare cavo in eccesso. Lo spessore ridotto di 7 mm e la flessibilità della guaina in cotone facilitano il passaggio lungo le pareti. Per quanto riguarda la durata nel tempo, SVS copre il cavo con una garanzia di cinque anni e offre la possibilità di provarlo a casa per 45 giorni.
Sì. La sua schermatura è collegata a massa solo dal lato della sorgente, il che definisce un’estremità per l’amplificatore o il processore e un’altra per il subwoofer. Per sfruttare al meglio la schermatura, si rispetta questo orientamento collegando l’estremità prevista per la sorgente all’apparecchio che invia il segnale. Invertito, il cavo trasmette comunque il segnale, ma la reiezione del rumore non è più altrettanto efficace.
No. Un collegamento S/PDIF coassiale richiede un’impedenza caratteristica di 75 ohm, mentre questo cavo è calibrato a 110 ohm. È progettato per trasportare un segnale analogico di livello linea, quello che collega un’uscita subwoofer (o LFE) all’ingresso di un subwoofer attivo. Per il digitale coassiale, è necessario un cavo specificamente calibrato a 75 ohm.
Dipende dagli ingressi del subwoofer. Molti subwoofer attivi dispongono di un unico ingresso LFE, oppure di un ingresso mono che da solo è sufficiente: in tal caso basta un cavo. Se si utilizzano entrambi gli ingressi di linea sinistro e destro di un subwoofer, ne occorrono due, poiché questo articolo è venduto singolarmente. Poiché l’uscita subwoofer di un amplificatore home cinema è mono, un solo cavo resta il caso più comune.
Non direttamente. La schermatura agisce sulle interferenze captate nell’aria, onde elettromagnetiche e radioelettriche. Un ronzio da loop di massa nasce invece da una differenza di potenziale tra due apparecchi collegati alla messa a terra di rete: si tratta di un altro meccanismo. La messa a terra della schermatura da un solo lato evita che il cavo aggravi questo fenomeno, ma un ronzio già presente si corregge a livello dell’impianto elettrico o con un dispositivo dedicato.
Sì. La connettività RCA è uno standard universale: il cavo collega qualsiasi uscita subwoofer di amplificatore o processore a qualsiasi ingresso di subwoofer attivo, indipendentemente dall’apparecchiatura.
Vincent
Nessun problema, funziona correttamente.
Commento del 20 maggio 2026 — Esperienza del 09 maggio 2026