Philippe
Buon cavo; si sente una differenza nel suono.
Commento del 20 luglio 2022 — Esperienza del 9 luglio 2022
Un cavo per diffusori che finisce in una parete divisoria, sotto un controsoffitto o in una trincea in fondo al giardino non si cambia ogni due giorni. Questo riunisce due conduttori da 1,31 mm² in rame a grana lunga, una struttura a trefoli semirigidi e una guaina grigia omologata sia per la posa a incasso sia per l’interramento diretto. Venduto al metro, si taglia alla lunghezza esatta di ogni collegamento tra l’amplificatore e i diffusori.
Visto al microscopio, un conduttore in rame è composto da cristalli affiancati, i grani, e ogni confine tra due grani rappresenta una piccola discontinuità lungo il percorso del segnale. Il rame LGC (Long-Grain Copper, rame a grana lunga) di AudioQuest presenta grani più lunghi rispetto al rame OFHC (deossigenato ad alta conduttività) dei cavi comuni, quindi meno confini sullo stesso metro, con anche meno ossidi e impurità nel metallo.
Il modo in cui questo rame viene assemblato conta quanto la sua purezza. In un classico cavo multifilare, decine di trefoli sottili si avvolgono e cambiano posizione lungo il cavo, e ciascuno interagisce elettricamente e magneticamente con trefoli vicini che non sono mai gli stessi da un punto all’altro. La struttura concentrica semisolida (Semi-Solid Concentric) mira a eliminare queste interazioni variabili: i trefoli, meno numerosi e compattati attorno a un centro, mantengono una posizione fissa gli uni rispetto agli altri per tutta la lunghezza. Il conduttore ottenuto si colloca tra il multifilare flessibile e il filo solido. Mantiene la forma che gli si dà all’interno di una parete divisoria o lungo un battiscopa, ma si piega meno facilmente negli angoli stretti e richiede una spelatura accurata.
Un cavo per diffusori forma un anello: la corrente parte dall’amplificatore attraverso un conduttore e ritorna attraverso l’altro. Più questi due conduttori sono distanti, maggiore è l’area dell’anello e più aumenta l’induttanza del cavo, attenuando progressivamente la parte alta dello spettro all’aumentare della lunghezza. I due conduttori dello SLiP-DB 16/2 sono intrecciati a spirale (Spiral Geometry), una disposizione che riduce al minimo quest’area. Su due o tre metri dietro un mobile, la differenza resta modesta; sui collegamenti da dieci o quindici metri di un’installazione a incasso, la geometria incide maggiormente sull’equilibrio finale.
I conduttori sono anche orientati (Direction-Controlled), un principio che AudioQuest applica a tutti i suoi cavi per limitare il rumore a radiofrequenza. Su un cavo venduto al metro, questo implica posare tutti gli spezzoni nello stesso verso.
La guaina EasySLiP è volutamente minimalista: un rivestimento in PVC sottile e liscio, che scorre senza impigliarsi in un condotto, dietro una lastra di cartongesso o sopra un controsoffitto. Il colore grigio, arricchito da strisce rosse, la distingue a colpo d’occhio dai cavi elettrici quando più reti coesistono nella stessa parete divisoria.
Riporta le omologazioni CL3 e FT4. La prima, stabilita secondo le norme UL nordamericane, classifica il cavo tra i cavi di segnale a bassa tensione ammessi all’interno delle pareti (fino a 300 V); la seconda corrisponde a una prova canadese di propagazione della fiamma su un fascio verticale di cavi. Il suffisso DB (Direct Burial) indica che la guaina resiste all’interramento diretto nel terreno, senza condotto, per alimentare diffusori da esterno in fondo a un giardino o attorno a una terrazza. Far passare il cavo in una guaina TPC resta una buona abitudine: lo protegge da un colpo di vanga e permette di sostituirlo senza riaprire la trincea.
Ogni conduttore misura 1,31 mm², l’equivalente del calibro 16 AWG della nomenclatura americana. In rame, un collegamento presenta circa 0,026 ohm di resistenza per metro, andata e ritorno compresi. Una regola pratica vuole che la resistenza del cavo resti sotto il 5% dell’impedenza del diffusore, soglia oltre la quale il livello cala sensibilmente e l’amplificatore controlla meno efficacemente il movimento dell’altoparlante dei bassi. Per diffusori da 8 ohm, questo consente circa 15 metri di collegamento; per diffusori da 4 ohm, piuttosto 7-8 metri.
Queste distanze coprono la maggior parte dei diffusori da incasso a soffitto, delle zone di un sistema multiambiente, dei canali posteriori di un impianto home cinema e dei diffusori da esterno vicini alla casa. Oltre queste distanze, o con diffusori a bassa impedenza lontani dall’amplificatore, la sezione da 2,08 mm² (14 AWG) della stessa famiglia SLiP-DB riduce la resistenza di un buon terzo.
La guaina riporta una marcatura metrica con una numerazione sequenziale ogni 30 cm, fino a 150 m. Basta rilevare il numero alla partenza e all’arrivo per conoscere la lunghezza posata senza srotolare un metro, semplificando così la preparazione di più collegamenti verso stanze diverse.
Per l’ordine, basta sommare ogni collegamento e prevedere poi da 30 a 50 cm di riserva a ciascuna estremità per lavorare comodamente in una scatola da incasso o dietro un amplificatore. Le estremità si collegano nude a morsetti a vite o a molla, oppure si terminano con connettori a banana o forcelle. Con trefoli semisolidi, una pinza spelafili calibrata evita di intaccare il rame.
Il primo numero indica il calibro AWG (American Wire Gauge) di ciascun conduttore, il secondo il numero di conduttori. La scala AWG funziona al contrario: più il numero è piccolo, più il filo è grosso. Un 16 AWG corrisponde a 1,31 mm², un 14 AWG a 2,08 mm², un 12 AWG a 3,31 mm². Un cavo «16/2» riunisce quindi due conduttori da 1,31 mm², uno di andata e uno di ritorno per un diffusore.
Poiché i conduttori sono orientati, la convenzione di AudioQuest è di posare il cavo dall’amplificatore verso il diffusore. Per un cavo al metro, individuate il verso al momento del taglio e mantenetelo identico per tutti i collegamenti. Questo verso non ha alcun rapporto con la polarità, che va rispettata come di consueto collegando il + dell’amplificatore al + del diffusore.
Si tratta di riferimenti nordamericani. Forniscono informazioni sul comportamento al fuoco e sull’idoneità alla posa nelle pareti, ma non sostituiscono una classificazione europea. Per una casa unifamiliare, danno una buona indicazione della qualità della guaina; per un cantiere soggetto a un capitolato (edificio aperto al pubblico, uffici), fate convalidare la scelta del cavo dall’installatore o dall’organismo di controllo.
No. La norma NF C 15-100 vieta di far passare i circuiti a corrente debole, compresi i collegamenti audio, nelle stesse canaline dei circuiti di potenza. Prevedete una canalina dedicata per i cavi dei diffusori, che ne facilita anche la successiva sostituzione.
Sì, a condizione di far passare due cavi per diffusore: una coppia per i morsetti dei bassi, un’altra per quelli degli alti, collegate sul lato amplificatore alla stessa uscita. I ponticelli o le piastrine che collegano le due morsettiere del diffusore devono quindi essere rimossi.
Meglio evitarlo su un morsetto a vite. Lo stagno si deforma lentamente sotto pressione, il serraggio si allenta con il tempo e il contatto si deteriora. Il rame nudo appena spelato e attorcigliato nel senso dei trefoli, oppure una spina a banana a vite o a crimpare, offre una connessione più duratura.
Non è indispensabile. Con questa sezione, tre metri di differenza tra sinistra e destra rappresentano meno di un decimo di ohm, senza effetti udibili sull’equilibrio stereo. Meglio tagliare ogni collegamento alla lunghezza giusta che arrotolare il cavo in eccesso dietro un mobile.
Philippe
Buon cavo; si sente una differenza nel suono.
Commento del 20 luglio 2022 — Esperienza del 9 luglio 2022