Pathos InPol Remix MkII, l’integrato ibrido in classe A
Due triodi sporgono sulla parte superiore del telaio, protetti dai loro anelli in alluminio. Annunciano chiaramente la natura dell’apparecchio: sotto il cofano convivono uno stadio d’ingresso a valvole e uno stadio d’uscita a transistor, il tutto funzionante in pura classe A. Prodotto a Vicenza da Pathos Acoustics, questo integrato riporta il circuito InPol proprietario in un formato compatto, con un ingresso bilanciato, un’uscita cuffie completa e un convertitore digitale disponibile come optional.
Un telaio compatto con valvole a vista
Pathos progetta e assembla i suoi apparecchi in Italia dal 1994, con una firma estetica riconoscibile. Sul Remix MkII, la coppia di valvole è montata verticalmente al centro del pannello superiore, sormontata da anelli in alluminio che la proteggono. I fianchi sono occupati da dissipatori di calore in alluminio scolpito, incaricati di smaltire il calore della classe A. Anche la manopola del volume, in alluminio anodizzato, risulta comoda da impugnare.
Il telaio misura 280 mm di larghezza, 180 mm di altezza e 370 mm di profondità, per 13,5 kg. È poco per un integrato in classe A, il che consente l’installazione su un classico mobile hi-fi. La finitura qui presentata è nero opaco; Pathos propone il Remix MkII anche in altre tonalità e finiture.
La valvola fornisce la tensione, l’InPol la corrente
Il funzionamento si basa sul circuito InPol, acronimo di Inseguitore Pompa Lineare, traducibile come «inseguitore a pompa lineare». Pathos lo ha brevettato alla sua creazione e lo impiega in diversi dei suoi amplificatori. Il principio distribuisce il lavoro in due fasi. Una coppia di triodi Electro-Harmonix ECC88 amplifica la tensione del segnale d’ingresso: è la valvola a plasmare la musica. Segue lo stadio InPol, a transistor, che funziona come inseguitore con un guadagno in tensione di 1 e un elevato guadagno in corrente. In altre parole, non modifica il segnale modellato dalla valvola, ma si limita a fornire la corrente necessaria per pilotare i diffusori.
Questo stadio lavora in pura classe A, senza controreazione globale, ovvero senza un circuito che rimanda una parte del segnale d’uscita verso l’ingresso per correggere le deviazioni. Il transistor conduce sull’intero segnale, senza commutazione, evitando così la distorsione di crossover dei circuiti in classe AB. La versione MkII utilizza un doppio circuito InPol: due celle InPol montate a ponte e pilotate in opposizione di fase, aumentando la potenza disponibile e abbassando l’impedenza d’uscita. L’insieme è interamente bilanciato, dal connettore XLR fino ai morsetti dei diffusori.
Una potenza contenuta e la scelta dei diffusori
Sulla carta, la potenza appare modesta: 25 watt per canale su 8 ohm, 38 watt su 4 ohm. È il compromesso della classe A e di uno stadio d’uscita con un solo componente per canale. Il dato va ridimensionato: in una stanza di medie dimensioni, a un normale livello d’ascolto, questi 25 watt si spingono più lontano di quanto si possa credere. Al contrario, una grande stanza, diffusori poco sensibili o livelli molto elevati raggiungeranno rapidamente il limite.
L’impedenza d’uscita è di 0,9 ohm, ovvero un fattore di smorzamento di circa 9 su 8 ohm. Questo fattore indica la fermezza con cui l’amplificatore controlla la membrana dei bassi. Il valore rimane superiore a quello di un amplificatore a valvole di concezione classica, ma inferiore a quello di un grande amplificatore a transistor con forte controreazione. In concreto, il Remix MkII si esprime al meglio con diffusori di buona efficienza e con un carico elettrico regolare.
Come ogni apparecchio in classe A, dissipa calore costantemente, anche senza musica. I dissipatori e il pannello superiore si scaldano: occorre lasciargli spazio per la ventilazione ed evitare di chiuderlo in un mobile chiuso.
Volume e polarizzazione controllati da microprocessore
La regolazione del volume non passa attraverso un potenziometro tradizionale. La manopola trasmette un’informazione a un microprocessore, che controlla due circuiti Burr-Brown PGA2310, uno per canale. Il livello viene regolato in 180 passi da 0,5 dB, con un perfetto bilanciamento tra i due canali e una ripetibilità che un potenziometro meccanico non offre.
Lo stesso microprocessore gestisce la polarizzazione dello stadio InPol, ovvero la corrente di riposo che mantiene i transistor nella loro zona di funzionamento in classe A. Il telecomando consente di controllare il volume, selezionare l’ingresso e invertire la polarità dell’uscita preamplificatore, utile quando il finale di potenza abbinato inverte a sua volta la fase del segnale.
Ingressi bilanciati, uscite preamplificatore e cuffie
La connettività analogica comprende un ingresso linea bilanciato in formato XLR e quattro ingressi linea sbilanciati su connettori RCA. L’ingresso bilanciato trasporta il segnale su due conduttori in opposizione di fase, contribuendo a eliminare i disturbi captati lungo il percorso, un vantaggio nelle connessioni lunghe. La sensibilità d’ingresso è di 470 mV e l’impedenza d’ingresso di 47 kilohm, valori compatibili con la maggior parte delle sorgenti.
Due uscite preamplificatore, una XLR e l’altra RCA, seguono il volume. Consentono di pilotare un finale di potenza, dei diffusori attivi o un subwoofer amplificato, oppure di utilizzare il Remix MkII come semplice preamplificatore.
L’uscita cuffie non è un’aggiunta dell’ultimo momento. Dispone di un proprio stadio, con presa jack da 6,35 mm, ed eroga 2,65 watt su 32 ohm per un’impedenza d’uscita di 0,45 ohm e un tasso di distorsione dello 0,025 %. La sua risposta in frequenza arriva fino a 400 kHz. Quanto basta per alimentare cuffie esigenti, compresi i modelli ad alta impedenza.
Il modulo digitale HiDac EVO opzionale
Nella versione base, il Remix MkII è un amplificatore analogico: occorre collegargli una sorgente esterna (lettore di rete, lettore CD, convertitore) ai suoi ingressi linea. Per integrare la sezione digitale nell’apparecchio, Pathos propone la scheda HiDac EVO.
Questo modulo si basa su un convertitore ESS Sabre 9018K2M. Accetta file PCM fino a 32 bit e 384 kHz, nonché file DSD (formato ad alta risoluzione) in DSD64 e DSD128 tramite connessione USB. Sul retro compaiono quindi tre ingressi digitali: una porta USB di tipo B per un computer, un ingresso S/PDIF coassiale e un ingresso S/PDIF ottico (connessioni audio digitali) per un trasporto, un lettore CD o un televisore. La scheda aggiunge anche la riproduzione in rete, con porta Ethernet e Wi-Fi, compatibilità AirPlay e accesso ai file condivisi su un NAS, il tutto gestito dall’applicazione Pathos. Il Bluetooth, invece, non è supportato.
Domande frequenti
Sono obbligatori diffusori molto sensibili?
Non necessariamente molto sensibili, ma una buona efficienza aiuta. Con 25 watt in classe A e un fattore di smorzamento moderato, il Remix MkII si trova a suo agio con diffusori intorno agli 88 dB o oltre, con carico elettrico regolare, in una stanza di dimensioni ragionevoli. I diffusori che richiedono molta potenza o gli ambienti molto grandi gli chiedono più di quanto possa offrire.
Le valvole si usurano rapidamente?
Le due ECC88 sono impiegate nello stadio d’ingresso: lavorano a basso livello, lontano dalle sollecitazioni di uno stadio di potenza a valvole, e durano a lungo. Rimangono accessibili sulla parte superiore dell’apparecchio per la sostituzione quando necessario. Lo stadio d’uscita, invece, è a transistor e non si usura allo stesso modo.
L’amplificatore scalda molto?
Sì. La classe A consuma e dissipa calore in modo continuo, anche senza segnale. I dissipatori e il pannello superiore diventano caldi al tatto. Occorre prevedere spazio attorno all’apparecchio ed evitare di collocarlo in un mobile chiuso.
Il convertitore digitale è incluso?
No, la scheda HiDac EVO è un optional. Senza di essa, il Remix MkII funziona esclusivamente con sorgenti analogiche collegate ai suoi ingressi linea. Il convertitore può essere aggiunto per disporre di ingressi digitali e della riproduzione in rete.
Si può utilizzare solo come preamplificatore?
Sì. Le uscite preamplificatore XLR e RCA seguono il volume e alimentano un finale di potenza, diffusori attivi o un subwoofer amplificato. L’invertitore di polarità dell’uscita è compatibile con i finali di potenza che invertono la fase.
Supporta il Bluetooth?
No, nemmeno con la scheda HiDac EVO. Quest’ultima abilita la riproduzione in rete (Ethernet, Wi-Fi, AirPlay, condivisione NAS), ma non il Bluetooth. Per una connessione Bluetooth, occorre utilizzare un ricevitore esterno collegato a un ingresso linea.
In cosa si distingue dai modelli InPol Pathos più grandi?
Il Remix MkII riprende il principio InPol in un telaio compatto, con una potenza più contenuta, un’uscita cuffie integrata e una sezione digitale opzionale. I modelli InPol superiori del marchio puntano a una maggiore potenza e a una costruzione più imponente, spesso con elementi separati.