Patrice
Collegato tramite HDMI I2S con un Rockna Net. Ascoltiamo musica e non ci facciamo domande.
Commento del 25 marzo 2021 — Esperienza del 04 marzo 2021
Dalla Romania, Rockna sviluppa i suoi convertitori attorno a un’idea semplice: i chip DAC in commercio impongono dei limiti, quindi tanto vale costruire tutto in proprio. Il Wavedream Edition in versione XLR applica questo principio fino in fondo, con una conversione R2R discreta pilotata da FPGA e un trattamento del segnale sviluppato internamente. Un apparecchio di fascia alta che rivendica le proprie scelte tecniche, fino a lasciare all’utente la possibilità di intervenire su filtraggio, clock e fase.
Invece di un classico chip di conversione, il Wavedream Edition XLR integra moduli R2R proprietari RD-1 in configurazione simmetrica, con una topologia ibrida detta « sign-magnitude » che tratta separatamente le alternanze positive e negative del segnale. Questo approccio multibit, più antico del delta-sigma ormai diffuso nei convertitori attuali, resta apprezzato per la sua linearità e naturalezza, ma richiede una produzione su misura e una calibrazione accurata: è questo che lo riserva a pochi costruttori specializzati.
L’intero trattamento digitale è affidato a un FPGA, un circuito programmabile il cui comportamento hardware è definito via software. In concreto, un aggiornamento del firmware può modificare il funzionamento interno del convertitore, correggere un comportamento o aggiungere una funzione. L’aggiornamento avviene in modo insolito: un file audio riprodotto tramite l’ingresso USB riprogramma l’apparecchio.
Il Wavedream sovracampiona qualsiasi segnale in ingresso con un fattore fisso di 16x, cioè 768 kHz o 705,6 kHz a seconda della famiglia di frequenze in ingresso. Rockna ha scelto questo valore come ottimale per il comportamento analogico dei suoi moduli R2R. Dietro questa moltiplicazione apparentemente semplice, 58 blocchi DSP erogano 15 GMACS di potenza di calcolo, con una precisione matematica intera a 68 bit.
I filtri digitali di tipo Parks-McClellan contano 4820 coefficienti, per un’attenuazione in banda soppressa di -145 dB e un’ondulazione in banda passante di 0,0001 dB. Sono proposte quattro modalità: fase lineare, fase minima, fase ibrida e NOS (senza filtraggio). La modalità ibrida cerca un compromesso tra l’assenza di pre-eco della fase minima e il post-eco ridotto della fase lineare. Ogni filtro modifica la resa in modo udibile, e la scelta dipende tanto dal sistema quanto dai gusti: la possibilità di passare dall’uno all’altro al volo fa parte dell’interesse dell’apparecchio.
Rockna ritiene che il jitter che conta non sia quello dell’oscillatore stesso, ma quello presente all’ingresso dello stadio di conversione, dopo la distribuzione del clock all’interno dell’apparecchio. Il sistema Femtovox sintetizza direttamente il clock di conversione all’ingresso dei moduli DAC, senza condizionamento intermedio, con un jitter di circa 300 fs e una precisione di controllo di 1 ppb, costanti indipendentemente dalla frequenza di campionamento.
La PLL integra una memoria buffer in dominio digitale e una cattura asincrona a 500 MHz. Sono proposte due modalità di risposta: « stream », raccomandata con una sorgente ordinaria come un computer portatile, e « local », adatta a una sorgente dedicata di alto livello. Anche in questo caso, la regolazione resta accessibile dal menu invece di essere fissata in fabbrica.
La connettività comprende S/PDIF coassiale e AES/EBU (PCM 24 bit fino a 192 kHz, DSD64 in DoP), un ingresso USB che accetta PCM 32 bit fino a 384 kHz e DSD fino a DSD256 (DSD512 in ASIO), e due ingressi HD-Link, cioè I2S in LVDS trasportato su presa HDMI, fino a PCM 384 kHz e DSD512.
L’I2S è il formato in cui il segnale circola all’interno degli apparecchi digitali; trasmetterlo direttamente evita le conversioni d’interfaccia alle due estremità del collegamento. Questo ingresso assume tutto il suo significato con un lettore di rete come il Wavedream Net dello stesso marchio. L’assenza di uno standard universale per l’I2S esterno limita invece la compatibilità tra marchi: il Wavedream propone due piedinature selezionabili, Rockna e PS Audio, il che copre buona parte dei trasporti presenti sul mercato, senza garanzie per gli altri.
Il controllo del volume si basa su una rete moltiplicatrice su misura che offre 256 passi da 0,5 dB, il che consente il collegamento diretto a un finale di potenza. Poiché l’attenuazione avviene in dominio digitale, una riduzione importante del volume erode parte della gamma dinamica; in un intervallo di lavoro ragionevole, la finezza dei passi e la qualità della rete rendono la soluzione perfettamente sfruttabile anche senza un preamplificatore dedicato.
Le uscite analogiche comprendono una coppia RCA (6,6 Vpp) e una coppia XLR simmetrica (13,2 Vpp), con un’impedenza di uscita di 0,5 ohm che facilita l’abbinamento con la maggior parte degli amplificatori. Le misure dichiarano una distorsione THD+N dello 0,003 % a -6 dB, un rapporto segnale/rumore di 122 dB e una gamma dinamica identica.
Lo chassis in alluminio anodizzato, qui in finitura nera (esiste anche argento), misura 440 x 360 x 90 mm per 7,8 kg. Sul frontale, uno schermo OLED bianco da 128 x 64 pixel visualizza l’ingresso attivo, la frequenza di campionamento, il volume e il filtro selezionato; la sua luminosità è regolabile su quattro livelli, apprezzabile nell’ascolto notturno. Quattro pulsanti danno accesso al menu, e un telecomando a infrarossi è fornito con il cavo di alimentazione.
Tra le regolazioni meno comuni troviamo la selezione della fase assoluta (normale o invertita), un dither a distribuzione triangolare applicato agli ultimi quattro bit per migliorare la linearità della rete R2R, e una scelta di banda passante DSD ampia o stretta. Tutti parametri che permettono di regolare con precisione il comportamento dell’apparecchio in base alla sorgente e al sistema a valle.
La versione XLR integra quattro moduli R2R RD-1 in configurazione completamente bilanciata, contro i due della versione SE. Offre uscite XLR a piena tensione (13,2 Vpp) oltre alle RCA, e un segnale trattato da cima a fondo in bilanciato, il che migliora la reiezione del rumore di modo comune sui collegamenti lunghi.
Sì. Entrambi condividono la stessa piattaforma (FPGA, Femtovox, filtri, connettività), ma l’Edition utilizza i moduli R2R RD-1 mentre il Signature riceve i moduli RD-0, con tolleranza superiore, collocati più in alto nella gamma.
Sì, è previsto. Il controllo del volume su 256 passi da 0,5 dB consente di fare a meno di un preamplificatore. Basta semplicemente tenere presente che l’attenuazione digitale riduce leggermente la gamma dinamica a volumi molto bassi; con un amplificatore dal guadagno standard e un ascolto a livello abituale, l’incidenza resta marginale.
Rockna raccomanda la modalità stream con una sorgente informatica classica, il cui clock è poco stabile, e la modalità local con un trasporto o un lettore di rete di qualità: il convertitore fissa allora la propria frequenza e si basa sulla sua memoria buffer.
La modalità NOS disattiva il filtraggio digitale e lascia che il segnale grezzo raggiunga i moduli R2R. Alcuni vi trovano una resa più diretta e viva, al prezzo di immagini ripiegate non attenuate negli ultrasuoni. È una scelta di ascolto, reversibile in qualsiasi momento dal menu, che merita di essere confrontata con i tre filtri a seconda del sistema.
Parzialmente. Il menu propone due pinout I2S, Rockna e PS Audio, quest’ultimo adottato da numerosi produttori. Un trasporto che utilizza un altro pinout non sarà compatibile, poiché l’I2S esterno non è standardizzato. La compatibilità totale è garantita con il Wavedream Net del marchio.
Il DSD64 passa in DoP sugli ingressi coassiale e AES/EBU. L’USB accetta dal DSD64 al DSD256 in nativo, e fino al DSD512 con un driver ASIO. I due ingressi HD-Link arrivano fino al DSD512 senza restrizioni.
Patrice
Collegato tramite HDMI I2S con un Rockna Net. Ascoltiamo musica e non ci facciamo domande.
Commento del 25 marzo 2021 — Esperienza del 04 marzo 2021