Primare I25, amplificatore integrato modulare
Riunire preamplificazione e potenza in un telaio compatto, senza sacrificare la qualità, richiede un’ingegneria accurata. È l’esercizio a cui si dedica Primare, produttore svedese legato a un hi-fi minimalista. L’I25 è un amplificatore integrato stereo a transistor che combina un’amplificazione proprietaria in classe D analogica con una progettazione modulare, in grado di accogliere in seguito funzioni digitali secondo le esigenze del sistema.
Una classe D che resta analogica
La classe D è una tecnica di amplificazione nota per il suo elevato rendimento: dissipa poco calore e consente apparecchi di dimensioni contenute. Primare ne propone una propria declinazione, chiamata UFPD 2, il cui stadio di controllo resta interamente analogico, senza conversione digitale del segnale audio.
Concretamente, l’I25 eroga 100 watt per canale su 8 ohm, potenza che sale a 200 watt su 4 ohm. Questo raddoppio quando l’impedenza diminuisce indica una buona riserva di corrente, utile per controllare diffusori esigenti e mantenere i bassi sotto controllo. Su tutta la banda udibile, la risposta resta lineare entro 0,2 dB tra 20 Hz e 20 kHz, la distorsione misurata scende sotto lo 0,01 % e il rapporto segnale/rumore supera i 100 dB. In breve, il segnale in uscita resta fedele alla sorgente, su uno sfondo silenzioso e con poca colorazione aggiunta.
Un’alimentazione pulita ed efficiente
Un amplificatore vale anche per il modo in cui preleva corrente dalla rete elettrica. L’I25 integra un’alimentazione con correzione attiva del fattore di potenza, denominata APFC. Il fattore di potenza descrive quanto correttamente un apparecchio preleva energia dalla presa: migliore è il suo controllo, minori sono i disturbi che l’apparecchio rimanda alla rete elettrica e agli altri elementi collegati nelle vicinanze.
Questa alimentazione utilizza due convertitori che lavorano in opposizione di fase, livellando i picchi di corrente e ottenendo circa il 5 % di efficienza in più rispetto alle generazioni precedenti. Funziona in una modalità detta di transizione, che riduce le perdite di commutazione. All’ascolto e nel tempo, ciò si traduce in minori interferenze e componenti meno sollecitati, con l’apparecchio che resta poco caldo durante il funzionamento.
Un amplificatore che evolve con il sistema
Nella sua configurazione di base, l’I25 è un amplificatore interamente analogico: i suoi cinque ingressi RCA accolgono sorgenti a livello linea, come un lettore CD o l’uscita di un preamplificatore phono. In questa fase non sono integrati né un convertitore digitale né la riproduzione di rete, ed è una scelta consapevole.
L’interesse risiede nella modularità. Due moduli possono essere aggiunti dopo l’acquisto, senza cambiare apparecchio: il DM36, un convertitore digitale-analogico che apre l’accesso alle sorgenti digitali e all’alta risoluzione, e il SM35 Prisma, che aggiunge la riproduzione di rete e il controllo tramite applicazione. Un sistema può quindi iniziare in modo semplice, per poi acquisire digitale e streaming quando se ne presenta l’esigenza.
Collegamenti e controllo a distanza
Sul versante delle uscite, l’I25 propone un’uscita linea a livello fisso e un’uscita preamplificatore variabile. La prima è adatta ad alimentare un registratore o una seconda zona; la seconda consente di pilotare un finale di potenza separato o un subwoofer attivo, utilizzando l’I25 come preamplificatore. Entrambe le uscite presentano un’impedenza di 100 ohm, facile da abbinare ai componenti posti a valle.
L’apparecchio integra anche i collegamenti previsti in un’installazione accurata: una porta RS-232, un ingresso e un’uscita a infrarossi, e un’uscita di attivazione (trigger). Queste connessioni servono a collegare l’I25 a un sistema di controllo centralizzato e ad accendere o spegnere automaticamente gli apparecchi collegati insieme a esso.
Un telaio compatto e sobrio
Con 10,6 cm di altezza, 43 cm di larghezza e 42 cm di profondità, l’I25 trova posto su uno scaffale o in un mobile senza imporsi visivamente. I suoi 11 kg testimoniano una costruzione accurata. Sul pannello frontale, la caratteristica manopola rotativa Primare serve per la regolazione del volume e la selezione delle sorgenti, con un utilizzo preciso. Lo stile resta nella tradizione scandinava del marchio: linee pulite e pochi ornamenti. Il telecomando di sistema C25 accompagna l’apparecchio.
Documentazione
Inglese
Caratteristiche tecniche
Amplificazione
- Potenza di uscita:
- 2 × 100 W su 8 Ω
- 2 × 200 W su 4 Ω
- Modulo amplificatore: Primare UFPD 2
- Alimentazione: Primare APFC
Prestazioni audio
- Impedenza di uscita: linea e preamplificatore 100 Ω
- Risposta in frequenza: 20 Hz - 20 kHz - 0,2 dB
- THD + N: < 0,01 %, 20 Hz - 20 kHz, 10 W su 8 Ω
- Rapporto segnale/rumore: > 100 dB
Connettività
- 5 ingressi analogici RCA
- 1 uscita linea
- 1 uscita preamplificatore
- Porta RS-232
- Ingresso/uscita IR
- Uscita trigger
Caratteristiche fisiche
- Dimensioni (L × A × P): 430 × 420 × 106 mm
- Peso: 11 kg
Accessori
- Telecomando di sistema C25
Domande frequenti
È possibile collegare un giradischi direttamente all'I25?
No, non così com’è. L’I25 non dispone di un preamplificatore phono integrato e i suoi ingressi funzionano a livello linea. Per un giradischi, è necessario passare attraverso un preamplificatore phono, esterno o integrato nel giradischi, prima di collegarsi a uno degli ingressi RCA.
È necessario installare i moduli DM36 e SM35 fin dall'acquisto?
No. Il design modulare consente di partire da un I25 analogico, per poi aggiungere in seguito il convertitore digitale o il lettore di rete. I moduli si inseriscono negli appositi alloggiamenti, evitando così di sostituire l’amplificatore per ottenere queste funzioni.
Qual è la differenza rispetto all'I35 della stessa gamma?
L’I35 si colloca al di sopra dell’I25 nella gamma di amplificatori integrati Primare. Eroga 150 watt per canale, aggiunge ingressi bilanciati (XLR) e adotta un telaio più grande. L’I25 punta a un ingombro più ridotto, con 100 watt per canale e collegamenti RCA sbilanciati. Entrambi condividono l’amplificazione UFPD 2 e la stessa logica modulare.
Un amplificatore in classe D può offrire una buona qualità sonora?
Sì. La classe D ha a lungo avuto una reputazione contrastata, legata alle sue prime generazioni. Le realizzazioni recenti, come l’UFPD 2, combinano un’elevata efficienza con una bassa distorsione e una risposta controllata su tutta la banda udibile. La qualità dipende soprattutto dalla cura dedicata all’implementazione, più che dal principio stesso.
L'I25 richiede molto spazio per la ventilazione?
Poco. L’efficienza della classe D limita il riscaldamento, consentendo l’installazione in un mobile o in un rack con uno spazio libero moderato. Resta consigliato un minimo di circolazione d’aria, come per qualsiasi apparecchio elettronico.
Con quale tipo di diffusori l'I25 si esprime al meglio?
La potenza che raddoppia su 4 ohm indica una buona capacità di pilotare diffusori esigenti in termini di corrente, anche a bassa impedenza. La scelta finale dipende anche dalla sensibilità dei diffusori e dalle dimensioni della stanza: un diffusore poco sensibile in una stanza grande richiede più potenza rispetto a un modello efficiente in uno spazio ridotto.
- Eco-contributo incluso nel prezzo di vendita.






