Cuffie con cavo
Una cuffia con cavo collega l’auricolare alla sorgente tramite un cavo, senza batteria né abbinamento: si collega e il suono passa. Questo collegamento diretto trasmette il segnale senza compressione radio né codec, preservando la fedeltà ed eliminando la latenza, un aspetto utile nei videogiochi, nelle registrazioni o nel montaggio. Non c’è nulla da ricaricare e la cuffia rimane operativa per anni finché il cavo regge, spesso rimovibile e sostituibile in caso di usura. La resa dipende dalla progettazione acustica e dalla regolazione specifica di ciascun modello, ma la sorgente mantiene il suo ruolo: una cuffia a bassa impedenza si accontenta di un telefono o di un lettore portatile, mentre un modello ad alta impedenza richiede un amplificatore o un DAC in grado di fornire tensione e corrente. Il collegamento avviene tramite jack da 3,5 mm sulle cuffie portatili, da 6,35 mm sui modelli domestici, talvolta tramite una presa bilanciata da 4,4 mm che riduce il rumore di fondo e separa meglio i canali. Il design aperto o chiuso determina poi l’isolamento e l’ampiezza della scena sonora. Rispetto al wireless, il cavo perde in libertà di movimento ma guadagna in costanza del segnale e longevità. Per valorizzare una cuffia esigente, un amplificatore o DAC portatile fornisce la potenza che il telefono non ha; chi privilegia la mobilità guarda piuttosto alle cuffie wireless, e l’intera selezione è disponibile nelle cuffie hi-fi e auricolari.























