Amplificatori connessi
Un amplificatore connesso riunisce in un unico apparecchio l’amplificazione di un integrato stereo e un lettore di rete, con accesso diretto alle piattaforme di streaming tramite Wi‑Fi o Ethernet. Non è più necessario impilare una sorgente separata: si collegano i diffusori, si sceglie un brano da un’applicazione sul telefono e l’apparecchio si occupa sia della decodifica sia della potenza. Il convertitore digitale-analogico integrato gestisce i file ad alta risoluzione, spesso fino a 24 bit/192 kHz e DSD a seconda dei modelli, mentre i protocolli proprietari o universali (AirPlay, Chromecast, Roon, DLNA) aprono le porte a Qobuz, Tidal, Spotify e alle web radio. Il Bluetooth completa il tutto per una riproduzione rapida da qualsiasi dispositivo. La connettività fisica resta presente sulla maggior parte dei modelli: ingressi analogici, ingresso phono per un giradischi in vinile, ingressi digitali ottico e coassiale, talvolta HDMI ARC per recuperare l’audio del televisore e un’uscita subwoofer. Il multiroom collega più stanze tramite un’unica applicazione. Il rovescio della medaglia riguarda la durata del software, con l’obsolescenza di un’applicazione o di un servizio che incide più rapidamente dell’elettronica stessa, e una minore possibilità di aggiornamento rispetto a una catena di elementi separati. Questo amplificatore pilota una coppia di diffusori da pavimento o da scaffale passivi, collegati tramite cavo per diffusori, e rientra nella categoria degli amplificatori integrati stereo.























