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13 luglio 2025

Sommario

Abbiamo avuto l’opportunità di testare l’EVO ONE di Cambridge Audio, prima nel nostro showroom, poi ciascuno a casa propria, in ambienti diversi: un grande salotto familiare, una stanza più raccolta, un angolo ufficio. Questo test è la nostra esperienza collettiva, le nostre sensazioni, le sorprese come le aspettative, e soprattutto il piacere di aver condiviso musica, cinema e veri momenti di ascolto.

Prime impressioni: un oggetto pensato per durare e piacere

Fin dal primo contatto, l’EVO ONE trasmette una certa serietà. Le sue dimensioni non passano inosservate (quasi 15 kg, 67,5 cm di larghezza), ma ciò che colpisce di più è la qualità percepita. Il piano superiore in vero noce, il telaio in alluminio spazzolato, la griglia in tessuto: tutto ispira fiducia e fa venir voglia di metterla in bella vista. Lo schermo a colori sul frontale aggiunge un tocco moderno molto gradito, mostrando copertine degli album o VU-meters a seconda delle preferenze.

Nel team, tutti abbiamo apprezzato questa combinazione di eleganza e robustezza. I pulsanti sono piacevoli da usare, il telecomando è comodo da impugnare e la base metallica trasmette una sensazione di stabilità. Si percepisce che si tratta di un prodotto progettato per durare, curato nei minimi dettagli.

Sistema audio rettangolare visto frontalmente con una leggera angolazione dall’alto, corpo in legno chiaro con bordo scuro, pannello frontale in tessuto nero con display a doppio vu-metro blu e una fila di pulsanti, tablet nero inserito verticalmente in una fessura posteriore

Connettività & funzionalità: abbiamo collegato tutto, provato tutto

Abbiamo voluto metterla alla prova. Risultato:

  • Abbiamo collegato un giradischi (grazie all’ingresso phono!), una TV tramite HDMI eARC, testato Bluetooth, AirPlay 2, Chromecast e persino una vecchia chiavetta USB piena di FLAC.
  • Abbiamo esplorato tutti i servizi: Spotify, Tidal, Qobuz, Deezer, radio Internet, podcast… Non manca nulla.
  • Abbiamo giocato con l’app StreamMagic, che ci ha sorpreso per la sua semplicità. La configurazione Wi-Fi è stata immediata, anche per chi di noi ha una rete domestica un po’ capricciosa.

Un dettaglio che ci ha colpiti: la possibilità di indicare la distanza dal muro e il tipo di stanza nell’app. Abbiamo provato nell’ingresso del negozio, una zona ampia e molto “dura” (molte superfici vetrate), in un auditorium trattato acusticamente e persino negli uffici. Le differenze di resa sono immediate. Ci siamo divertiti a spostare l’altoparlante, a cambiare le impostazioni, e ogni volta sembrava davvero di riscoprire il suono.

Vista posteriore di un amplificatore audio nero in metallo con parte superiore in legno chiaro, pannello dotato di connettori per alimentazione, USB, HDMI ARC, RJ45, ottico e RCA già collegati con diversi cavi

Installazione & ergonomia: non serve essere geek

Lo ammettiamo: ci piace quando tutto funziona al primo colpo. Qui è proprio così. L’app StreamMagic guida ogni passaggio, il rilevamento della rete è rapido, l’aggiunta dei servizi di streaming si fa in pochi clic. Abbiamo apprezzato la possibilità di personalizzare l’equalizzatore a 7 bande, anche se alcuni avrebbero voluto spingersi ancora oltre. La navigazione sullo schermo è fluida, il telecomando fa il suo dovere (alcuni lo hanno trovato un po’ basico, ma efficace).

Un piccolo rimpianto condiviso: bisogna tornare nell’app per cambiare i preset sonori a seconda della sorgente. Non è un dramma, ma se si passa spesso da musica a film può risultare un po’ frustrante.

Il suono: brividi, sorprese e qualche dibattito

È qui che l’EVO ONE ci ha davvero uniti. Abbiamo tutti gusti diversi, quindi abbiamo fatto il test supremo: ognuno ha scelto i propri brani preferiti.

Musica

  • Su “Experience” di Ludovico Einaudi, ci sono venuti i brividi. Il pianoforte si espande nella stanza, ogni nota risuona, sembra di essere seduti accanto all’artista.
  • “Wasting My Young Years” dei London Grammar: la voce di Hannah Reid fluttua letteralmente, i bassi ci sono, potenti ma mai invadenti.
  • Abbiamo ascoltato anche rock (Muse, “Knights of Cydonia”), jazz (Miles Davis, “So What”), elettronica (Daft Punk, “Giorgio by Moroder”)… Ogni volta, la stessa sensazione: un palcoscenico sonoro ampio, avvolgente, che non affatica mai l’orecchio. Anche a basso volume, la resa rimane vivace. Ad alto volume, fino a far vibrare i vetri dello showroom, nessuna distorsione percepibile.

Film & TV

Collegata tramite HDMI eARC, l’EVO ONE ha stupito gli appassionati di home cinema tra noi. I dialoghi di “The Batman” sono cristallini, gli effetti di “The Abyss” ci hanno quasi fatto sobbalzare. Abbiamo persino guardato un vecchio western solo per il piacere di sentire gli spari rimbombare nella stanza. Tutti abbiamo notato che, anche senza Dolby Atmos, la spazializzazione è molto riuscita: ci si sente “dentro”, i suoni si muovono, l’immersione è reale.

Vinile

Alcuni di noi sono irriducibili amanti del vinile. Verdetto: il preamplificatore phono integrato fa il suo dovere, e anche di più. Abbiamo rispolverato dei classici (Pink Floyd, Bowie, Gainsbourg) e abbiamo ritrovato quel qualcosa in più, quel calore che è il vero fascino dell’analogico.

Regolazioni & personalizzazione: ognuno il suo stile

L’app StreamMagic ha messo tutti d’accordo:

  • L’equalizzatore a 7 bande è reattivo, i cambiamenti si sentono subito.
  • I preset “Musica”, “Film”, “Voce” sono ben pensati, anche se alcuni avrebbero voluto poterli assegnare automaticamente a ogni sorgente.
  • Abbiamo testato il multiroom con un altro altoparlante Cambridge Audio: sincronizzazione perfetta, nessun ritardo.

Abbiamo anche sperimentato con il posizionamento: su un mobile, in un angolo, direttamente a terra. Ogni volta, un rapido passaggio nell’app e la resa si adatta. Ci è piaciuta questa sensazione di poter “modellare” il suono in base all’atmosfera o all’umore.

Interfaccia equalizzatore audio su schermo touch in vetro, sfondo bianco, vista frontale, con cinque cursori verticali verde teal per bassi, medi e alti e una fila inferiore di piccoli pulsanti grigi per preselezione

I limiti: parliamone chiaramente

  • Nessuna uscita subwoofer: i bassi sono già ben presenti, ma gli amanti degli infrabassi (quelli che vogliono sentire il pavimento tremare) potrebbero restare un po’ delusi, soprattutto davanti a un bel film d’azione.
  • Niente Dolby Atmos/DTS:X: la spazializzazione è sorprendente, ma per un vero home cinema multicanale bisognerà guardare altrove.
  • Dimensioni e peso: diciamolo, l’EVO ONE è imponente. Alcuni hanno dovuto riorganizzare il mobile TV per farle spazio.
  • EQ non assegnabile per sorgente: un dettaglio, ma può infastidire; bisogna cambiare le impostazioni nell’app ogni volta.

Confronti & posizionamento: abbiamo messo tutto fianco a fianco

Abbiamo potuto confrontare l’EVO ONE con la Naim Audio Mu-so 2 e la Sonoro Meisterstück, tutte presenti in negozio.

  • L’EVO ONE è la più potente, la più “vivace” ad alto volume.
  • Il suo equilibrio tonale è più naturale, meno “colorato” rispetto alla Mu-so 2.
  • L’ingresso phono è un vero plus, così come lo schermo a colori (molto più gradevole dei display monocromatici).
  • È più ingombrante, ma anche più versatile.

Per noi è pensata per chi vuole un vero centro musicale, capace di fare tutto, senza compromessi su qualità o estetica. È l’altoparlante connesso che si ha voglia di mostrare, ascoltare, condividere.

Vista a tre quarti dall’alto di un diffusore rettangolare con parte superiore in legno chiaro, frontale in tessuto grigio antracite con uno schermo centrale a colori e una fila di tasti touch, un tablet nero appoggiato sopra

Conclusione: il nostro colpo di fulmine, vissuto e condiviso

Dopo diverse settimane di ascolto, l’EVO ONE ha trovato il suo posto nelle nostre vite. Ci siamo divertiti un sacco a testarla, a farla scoprire ai nostri cari, a riscoprire i nostri brani preferiti. Ha quel qualcosa in più: fa venir voglia di sedersi, ascoltare, prendersi il tempo. Tutti abbiamo avuto momenti in cui ci siamo detti “dai, ascolto solo un pezzo”… e siamo rimasti lì, a mettere su album, a giocare con le impostazioni, a stupirci della ricchezza del suono.

Ci è piaciuto:

  • La potenza e l’ampiezza della scena sonora, anche a basso volume
  • La qualità costruttiva, il design caldo, lo schermo a colori che dà vita alla musica
  • La connettività completa, dal vinile allo streaming in alta risoluzione
  • L’app StreamMagic, semplice ed efficace
  • La vera versatilità (musica, TV, vinile, radio…)

Avremmo voluto:

  • Un’uscita subwoofer per i film
  • Un formato un po’ più compatto
  • L’assegnazione automatica dei preset EQ per sorgente

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