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Audioquest Cavo ottico verso jack da 1,5m

219 €
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Presentazione

Su un computer portatile, un gateway di rete o un lettore audiofilo portatile, l’uscita digitale si nasconde spesso in una presa da 3,5 mm che assomiglia in tutto e per tutto a un’uscita cuffie. Per collegarla all’ingresso Toslink di un convertitore serve un cavo con due estremità diverse. Audioquest ne propone qui una versione curata, in cui l’unica fibra plastica dei cavi comuni lascia spazio a un fascio di sottili filamenti.

Diciannove filamenti anziché una fibra unica

Un normale cavo ottico trasporta il segnale in un’unica fibra plastica di grande diametro. La luce emessa dal diodo vi entra secondo una moltitudine di angoli, rimbalza sulle pareti e i raggi più obliqui percorrono una distanza maggiore rispetto a quelli che procedono dritti. Risultato: i fronti dell’impulso si dilatano nel tempo. È la dispersione modale e il circuito di ricezione, incaricato di stabilire in quale preciso istante il segnale commuta, riceve transizioni meno nette, quindi errori di sincronizzazione, il jitter.

Il Carbon riunisce diciannove fibre sintetiche ad alta purezza con apertura stretta. Ciascuna accetta soltanto un cono luminoso più ristretto, riducendo così la differenza tra il percorso più corto e quello più lungo. Esiste però una controparte: filamenti rotondi affiancati lasciano interstizi vuoti, per cui la superficie utile di captazione è minore e l’attenuazione per metro più elevata rispetto a una fibra grande. Su distanze domestiche e flussi comuni, questa perdita resta priva di conseguenze. Spiega invece perché i collegamenti ottici molto lunghi diventano delicati alle elevate frequenze di campionamento.

Nella gamma ottica Audioquest, questo modello si colloca tra il Cinnamon e il Vodka. La guaina intrecciata nera e grigia rende il cavo un po’ più rigido rispetto ai cavi con guaina in PVC, cosa che si avverte quando lo si deve sistemare dietro un mobile.

Estremità lucidate e isolamento galvanico

Le facce della fibra sono lucidate con precisione. Il vantaggio è meccanico prima che poetico: una superficie ruvida diffonde una parte della luce invece di iniettarla correttamente nel fotoricevitore di fronte, e ciò che si perde nell’accoppiamento non si recupera.

L’altro vantaggio deriva dal fatto che il collegamento non trasporta alcuna corrente. Nessun metallo unisce i due apparecchi, quindi non circola alcuna massa comune tra di essi. Un televisore collegato a un’antenna condominiale o a un decoder, un convertitore connesso a un’altra presa a muro: la classica configurazione del ronzio da loop di massa scompare da sola e i disturbi a radiofrequenza degli alimentatori switching non trovano un percorso conduttivo verso l’amplificatore. Questo vantaggio appartiene al principio ottico stesso, qualunque sia il cavo; Audioquest lo preserva evitando qualsiasi componente metallico nella connessione.

I formati accettati dall’S/PDIF ottico

Il collegamento ottico definisce un limite massimo che la qualità del cavo non sposta. In stereo, il PCM passa comunemente fino a 24 bit e 96 kHz; il 24/192 dipende dall’emittente e resta incostante, poiché molte uscite ottiche di televisori o console si limitano perfino a 48 kHz. In multicanale, il formato trasporta Dolby Digital e DTS compressi fino a 5.1.

Al contrario, né Dolby TrueHD, né DTS-HD Master Audio, né Dolby Atmos attraversano un collegamento ottico: questi flussi richiedono HDMI e HDMI eARC per un ritorno dal televisore. Un buon cavo ottico serve a riprodurre correttamente ciò che il formato consente, non a superarne i limiti.

La presa da 3,5 mm e le sue insidie

Il connettore mini ottico si trova sui computer portatili dotati di presa combinata cuffie e uscita digitale, su alcuni gateway di rete, su lettori digitali portatili di alta gamma e su una parte dei convertitori e dei lettori di rete che risparmiano lo spazio di un connettore Toslink a grandezza naturale.

Prima di ordinare, è necessaria una verifica: non tutte le prese da 3,5 mm sono ottiche. Su un apparecchio compatibile, un bagliore rosso è visibile sul fondo del connettore quando l’uscita digitale è attiva; su una presa cuffie strettamente analogica non c’è nulla da vedere né da sperare. Secondo punto da controllare, questa volta nei menu: alcune sorgenti richiedono che l’uscita venga commutata su PCM o in modalità digitale e alcune disattivano l’uscita ottica non appena vengono rilevate delle cuffie.

Manipolazione, curvatura e polvere

La fibra sintetica tollera male gli angoli stretti. Un cavo piegato a 90 gradi contro un pannello posteriore può fessurarsi senza che dall’esterno si veda nulla, con sintomi quali interruzioni o la totale assenza di segnale. È meglio prevedere un’ampia curva dietro il mobile piuttosto che forzare il passaggio.

Vale la pena conservare i cappucci originali: una particella di polvere depositata sulla faccia lucidata diffonde la luce proprio dove la cura nella produzione cercava di evitarlo. Infine, il terminale mini deve essere inserito completamente, cosa che richiede un po’ di decisione sulle prese combinate dotate di uno sportellino.

Caratteristiche tecniche

Presentazione

  • Cavo ottico Toslink con adattatore mini-Toslink
  • Collegamento 100% ottico che garantisce isolamento galvanico
  • Immunità alle interferenze elettromagnetiche e alle radiofrequenze

Trasmissione audio

  • 19 fibre ottiche sintetiche ad alta purezza con apertura stretta
  • Riduzione della dispersione luminosa
  • Trasmissione digitale precisa
  • Larghezza di banda ottimizzata
  • Basso tasso di errori di sincronizzazione

Qualità sonora

  • Basso jitter per una trasmissione stabile
  • Riproduzione fedele dei dettagli
  • Suono naturale ed equilibrato
  • Riduzione della distorsione del segnale

Progettazione

  • Fibre sintetiche ad alta purezza
  • Estremità delle fibre lucidate con precisione
  • Connettori ottici di alta gamma

Domande frequenti

Posso utilizzare un adattatore Toslink a mini-jack su un cavo classico anziché questo modello?

È possibile, Audioquest ne commercializza uno separatamente e la soluzione è utile quando si possiede già un buon cavo Toslink-Toslink. Tuttavia, aggiunge un’interfaccia supplementare al percorso luminoso: due superfici in più e un gioco meccanico tra l’adattatore e il connettore, con il rischio di un cattivo allineamento. Una terminazione originale evita questa discontinuità.

Ottico o coassiale, quale scegliere quando la sorgente offre entrambi?

Il coassiale gestisce più facilmente gli alti bitrate, in particolare il 24/192, e non soffre di alcuna dispersione luminosa. L’ottico offre l’isolamento galvanico, decisivo non appena nella catena entra un televisore, un decoder o un computer collegato alla rete elettrica. Di fronte a un ronzio persistente, l’ottico risolve il problema; di fronte a un flusso ad alta risoluzione esigente, il coassiale rassicura maggiormente.

Il verso di collegamento è importante?

No, oltre alla forma dei connettori, che determina da sé il posizionamento: il terminale mini va nel dispositivo dotato di presa da 3,5 mm, il Toslink nell’altro. Non sono coinvolti né schermatura né conduttore di massa, quindi non c’è alcun orientamento da rispettare.

Questo cavo può migliorare il suono di un televisore collegato a una soundbar?

Trasporta il flusso così come viene emesso dal televisore, senza modificarlo. Il vantaggio riguarda la pulizia delle transizioni lette dal ricevitore e l’assenza di disturbi condotti, non il contenuto. Se la soundbar è collegata tramite HDMI eARC, il collegamento ottico rappresenta comunque un ripiego, con le limitazioni di formato menzionate sopra.

  • Eco-contributo incluso nel prezzo di vendita.
  • GTIN / EAN: 92592027992

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