Amplificatori con DAC
Un amplificatore con DAC integra in un unico chassis l’amplificazione di un integrato stereo e un convertitore digitale-analogico, il chip che traduce file e flussi digitali in segnale udibile. Non serve più un convertitore esterno: una sorgente digitale si collega direttamente, tramite ingresso USB da un computer, ottico o coassiale da un televisore, un lettore di rete o una console, e l’amplificatore gestisce la conversione prima di amplificare. Il convertitore integrato supporta file ad alta risoluzione, spesso fino a 24 bit/192 kHz e DSD a seconda dei modelli, con un clock dedicato che limita il jitter, quello sfasamento temporale che confonde la riproduzione. Il vantaggio sta nella semplicità e nella coerenza: un solo apparecchio, una sola alimentazione curata, un abbinamento studiato tra conversione e amplificazione, mentre sovrapporre più elementi moltiplica cavi e prese. La controparte merita di essere conosciuta. Il convertitore resta fisso nell’amplificatore, mentre un’unità separata può essere sostituita quando si desidera passare a una gamma superiore senza cambiare amplificatore. Per capire cosa cambia davvero questo componente, la nostra guida che cos’è un DAC ne illustra il ruolo. Questo amplificatore pilota una coppia di diffusori da pavimento o da scaffale passivi e rientra nella categoria degli amplificatori integrati stereo.























