Introduzione a Dolby Atmos e DTS:X
05 aprile 2016

Due nuovi formati audio 3D arrivano, con l’obiettivo questa volta di conquistare… il soffitto!
Un piccolo tour di Dolby Atmos e DTS-X.
Presentazione
Fino ad ora riservata a poche centinaia di sale cinematografiche all’avanguardia nel mondo, questa giovane tecnologia audio multidimensionale si prepara a conquistare il home cinema. Il Dolby Atmos e il DTS-X sono, in un certo senso, per l’audio ciò che l’Ultra HD è per il video: aumentano la precisione, non del suono in sé, ma della sua spazializzazione.
Concretamente, queste configurazioni prevedono altoparlanti posizionati sopra le nostre teste, da 2 a 4 altoparlanti che permettono installazioni in 5.1.2 o 5.1.4 e in 7.1.2 o 7.1.4 a seconda degli amplificatori utilizzati. I primi due numeri corrispondono alle configurazioni 5.1 e 7.1 esistenti, mentre l’ultimo numero indica il numero di altoparlanti posizionati in alto.
Dolby Atmos
Per riprodurre questo «suono 3D», Dolby ha fatto il primo passo con il suo Dolby Atmos, che si basa su altoparlanti posizionati sopra lo spettatore per generare l’effetto verticale.
DTS-X
La risposta di DTS all’Atmos si chiama DTS:X. Anche questo è in grado di proiettare il suono in qualsiasi punto della stanza.
Con il DTS:X, il numero di sorgenti sonore è virtualmente infinito nelle sale, ma anche nel home cinema. Tuttavia, poiché il numero di altoparlanti non è infinito, gli amplificatori home cinema DTS:X funzionano su una base 7.1.4 come l’Atmos o persino 7.2.4 (con un secondo subwoofer), ma con la possibilità di adattarsi a qualsiasi configurazione esistente (dal 2.0 al 7.1 passando per il 5.1 o persino una soundbar) diffondendo il suono in tutta la stanza grazie ai famosi algoritmi.





















