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IOTAVX PA3

IOTAVX PA3: un finale di potenza stereo compatto

Separare il preamplificatore dallo stadio di potenza è stato a lungo appannaggio di impianti hi-fi costosi. Il PA3 di IOTAVX adotta un approccio diverso: un finale di potenza stereo in classe AB, alloggiato in un compatto chassis in acciaio, che eroga 90 watt per canale su 4 ohm e passa in modalità bridge per i diffusori più esigenti. Un apparecchio capace di affiancare un amplificatore integrato o di alimentare da solo una coppia di diffusori.

Uno chassis in acciaio dal formato ridotto

L’idea comune vuole che un amplificatore di potenza occupi molto spazio. Il PA3 misura 435 millimetri di larghezza, 240 di profondità e 70 di altezza piedini compresi, cioè un profilo basso che si inserisce sotto un altro apparecchio o in un mobile hi-fi classico. Il suo peso resta contenuto a 6,5 kg.

Il cabinet in acciaio svolge due ruoli: protegge l’elettronica e limita le vibrazioni, due aspetti importanti per un apparecchio destinato a funzionare a lungo. Il pannello frontale si limita a un interruttore, senza display né comandi. All’interno, un trasformatore toroidale fornisce la corrente allo stadio di potenza. Questo tipo di trasformatore, più compatto e meno soggetto a dispersioni magnetiche rispetto a un modello classico a lamierini impilati, aiuta a mantenere un funzionamento pulito in un volume compatto.

L’amplificazione in classe AB nella pratica

Il PA3 si basa su un’amplificazione in classe AB. Per capire l’interesse di questa scelta, due topologie fungono da riferimento. La classe A mantiene i transistor attivi sull’intero segnale: la linearità è eccellente, ma il rendimento è basso e la dissipazione termica elevata. La classe B affida ogni semionda del segnale a un transistor distinto: il rendimento migliora, a costo di una distorsione di crossover al passaggio per lo zero.

La classe AB mantiene una leggera conduzione di entrambi i transistor attorno a questo punto di raccordo. Il risultato si colloca a metà strada: una distorsione nettamente ridotta rispetto alla classe B, senza il calore e l’ingombro di una configurazione in pura classe A. Questo compromesso spiega perché la maggior parte degli amplificatori hi-fi domestici la adotta, e il PA3 rientra in questa categoria.

Distorsione contenuta e risposta in frequenza estesa

Tre misure riassumono il comportamento elettrico del PA3. La distorsione armonica totale più rumore (THD + N) resta inferiore o uguale a 0,005 %, rilevata all’80 % della potenza e a 1 kHz. In concreto, l’amplificatore aggiunge pochissimo contenuto parassita al segnale che riceve, anche quando lavora vicino ai suoi limiti.

Il rapporto segnale/rumore supera i 105 dB (misurato a 32 W, ponderazione A). Questo scarto tra il segnale utile e il rumore di fondo determina la pulizia dei passaggi più silenziosi e il silenzio tra le note. La risposta in frequenza copre da 10 Hz a 100 kHz a più o meno 3 dB, una gamma che comprende ampiamente lo spettro udibile e mantiene un margine confortevole a entrambe le estremità. Per un finale di potenza venduto in questa fascia di mercato, questi dati riflettono una progettazione accurata piuttosto che un semplice rispetto del capitolato minimo.

La modalità bridge per i diffusori difficili

Nel funzionamento stereo classico, il PA3 fornisce 45 watt per canale su 8 ohm e 90 watt su 4 ohm. Questi valori sono sufficienti per diffusori di sensibilità media in una stanza di dimensioni ragionevoli.

La modalità bridge cambia le carte in tavola per i carichi più delicati. Combina i due canali in uno solo, che eroga allora 90 watt su 8 ohm e 180 watt su 4 ohm. Questa configurazione interessa i diffusori poco sensibili, quelli la cui impedenza scende molto a certe frequenze, o gli ambienti grandi in cui serve una maggiore riserva dinamica prima del clipping. Un punto pratico: un PA3 in bridge alimenta un solo canale. Un impianto stereo interamente in modalità bridge richiede quindi due unità, una per diffusore.

Fare squadra con l’integrato SA3

Il PA3 condivide ingombro e finitura con l’amplificatore integrato SA3 del marchio, di cui riprende lo chassis in acciaio senza averne il display. Questa parentela non è solo estetica: IOTAVX posiziona il PA3 come il complemento di potenza dell’SA3.

Abbinare i due aumenta la riserva disponibile per pilotare diffusori esigenti o sonorizzare un ambiente grande, senza sostituire l’integrato già presente. Per chi inizia con il solo SA3 e constata una mancanza di riserva ad alto volume, l’aggiunta di un PA3 prolunga l’impianto invece di ripensarlo da zero.

Documentazione

Manuale d'uso
Inglese

Caratteristiche tecniche

Presentazione

  • Amplificatore di potenza stereo Hi-Fi
  • Topologia: amplificazione in Classe AB
  • Progettazione audiofila
    • Chassis in acciaio robusto
    • Componenti di qualità audiofila
    • Formato compatto e discreto

Potenza di uscita (RMS)

  • Modalità stereo
    • 45 W × 2 su 8 Ω
    • 90 W × 2 su 4 Ω
  • Modalità ponte (bridge), 1 canale
    • 90 W su 8 Ω
    • 180 W su 4 Ω

Prestazioni audio

  • Distorsione armonica totale + rumore (THD + N): ≤ 0,005 % (all’80 % della potenza, 1 kHz)
  • Rapporto segnale / rumore (SNR): > 105 dB (32 W, ponderazione A)
  • Risposta in frequenza: 10 Hz – 100 kHz (±3 dB)

Connettività

  • Ingressi: RCA stereo
  • Uscite: 1 × Pre Out

Alimentazione e consumo

  • Tensione di alimentazione: 115 V AC o 230 V AC
  • Frequenza di rete: 50 / 60 Hz
  • Consumo in standby: < 0,5 W

Dimensioni e peso

  • Dimensioni (L × A × P, piedini inclusi): 435 × 70 × 240 mm
  • Peso netto: 6,5 kg

Confezionamento

  • Contenuto: 1 pezzo
  • Dimensioni del collo: 51 × 35 × 16 cm
  • Peso imballato: 6,8 kg

Utilizzo consigliato

  • Amplificatore di potenza Hi-Fi stereo
  • Combinabile con l’IOTAVX SA3 per una potenza maggiore
  • Adatto a diffusori esigenti e a grandi ambienti

Punti di forza

  • Distorsione molto bassa (0,005 %)
  • Ampia banda passante (10 Hz – 100 kHz)
  • Potenza elevata in modalità ponte
  • Formato compatto nonostante le prestazioni
  • Consumo in standby molto basso

Domande frequenti

Il PA3 può essere utilizzato senza preamplificatore?

No. Un amplificatore di potenza non integra né regolazione del volume né selezione della sorgente. Il PA3 ha bisogno a monte di un preamplificatore, di un amplificatore integrato dotato di un’uscita preamplificata, oppure di una sorgente con livello di uscita variabile, come alcuni convertitori digitale-analogico o lettori di rete. È questo apparecchio a monte che gestisce il volume e la scelta dell’ingresso.

Servono due PA3 per sfruttare la modalità bridge in stereo?

Sì, se l’obiettivo è beneficiare dei 180 watt su 4 ohm su entrambi i canali. Un PA3 in bridge concentra tutta la sua potenza su un solo canale. Un ascolto stereo interamente in modalità bridge richiede quindi un’unità per diffusore. Con un solo PA3, la modalità bridge resta pertinente per un utilizzo mono, o per pilotare un subwoofer passivo esigente.

Il PA3 scalda durante il funzionamento?

L’amplificazione in classe AB dissipa calore, soprattutto ad alto volume e in modalità bridge. Lo chassis in acciaio contribuisce allo smaltimento termico. È meglio lasciare uno spazio libero attorno all’apparecchio, evitare di chiuderlo in un vano chiuso e non appoggiare nulla sopra, affinché la ventilazione naturale resti efficace.

Quali impedenze dei diffusori accetta il PA3?

Il PA3 è previsto per diffusori da 4 a 8 ohm, una gamma che copre la grande maggioranza dei modelli domestici. La potenza disponibile aumenta quando l’impedenza scende: 45 watt su 8 ohm contro 90 watt su 4 ohm in stereo. Un diffusore da 6 ohm si colloca tra questi due valori e non presenta alcuna difficoltà particolare.

Come collegare il PA3 a un lettore di rete o a un convertitore digitale?

Il collegamento passa attraverso gli ingressi RCA, a condizione che la sorgente disponga di un’uscita a livello regolabile. Molti lettori di rete e convertitori digitale-analogico propongono una modalità di uscita variabile, che consente di collegarli direttamente al PA3 e di controllare il volume dalla loro applicazione. Senza questa funzione, resta necessario un preamplificatore intermedio.

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