Xbox: Microsoft adegua i suoi prezzi sotto la pressione dei componenti
15 luglio 2026

Sommario
Acquistare una console di gioco non è mai stato una scommessa sulle quotazioni delle materie prime. Eppure è proprio questo che stanno diventando le Xbox Series X e Series S. Il 25 giugno, Microsoft ha confermato un aumento mondiale dei suoi prezzi a partire dal 1° agosto 2026, il terzo in poco più di un anno. La causa si riassume in due parole: memoria e archiviazione, i cui prezzi schizzano sotto la pressione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale.
→ Scoprire i televisori ad alta definizione
Il dettaglio dell’aumento dei prezzi
Il meccanismo è semplice da riassumere. I modelli dotati di 512 Go di archiviazione aumentano di 100 dollari, cioè circa 90 euro, e quelli con 1 To salgono di 150 dollari, circa 140 euro. Parallelamente, Microsoft interrompe la commercializzazione della Xbox Series X 2 To, comparsa nel 2024. Un modello già venduto intorno a 799,99 dollari avrebbe superato la soglia dei 1.000 dollari dopo l’aumento, una soglia che il produttore preferisce evitare ritirando il riferimento dal catalogo. Le scorte rimanenti saranno vendute fino a esaurimento, con data limite di acquisto fissata al 31 luglio.
Sul mercato americano, dove Microsoft ha comunicato cifre precise, la griglia evolve nel modo seguente:
| Modello | Prezzo attuale (US) | Prezzo al 1° agosto (US) |
|---|---|---|
| Series S 512 Go | 399,99 $ | 499,99 $ (~460 €) |
| Series S 1 To | 449,99 $ | 599,99 $ (~550 €) |
| Series X Digital 1 To | 599,99 $ | 749,99 $ (~690 €) |
| Series X 1 To con lettore | 649,99 $ | 799,99 $ (~735 €) |
Il confronto che fa male: la Series X è stata lanciata a 499,99 dollari nel novembre 2020. Sei anni dopo, la stessa macchina, senza un’importante revisione tecnica, viene proposta a 300 dollari in più rispetto al suo prezzo iniziale.
Una crisi dei componenti alimentata dall’IA
Microsoft non nasconde l’origine del problema. Il prezzo dell’archiviazione e della memoria destinati alle console è stato moltiplicato per oltre 2,5 dal precedente aumento dell’ottobre 2025, e il produttore prevede un nuovo raddoppio entro l’autunno 2027. Questi componenti hanno nomi tecnici precisi: la DRAM per la memoria viva, la memoria NAND flash per l’archiviazione. Sono esattamente gli elementi che gli operatori dei data center si contendono.
Tre produttori, Samsung, SK Hynix e Micron, da soli producono oltre il 90% della DRAM mondiale. Dal 2025, stanno riorientando le loro linee verso la memoria ad alta larghezza di banda (HBM), quella richiesta dagli acceleratori di intelligenza artificiale. Ogni wafer di silicio dedicato a questa memoria di fascia alta è un wafer in meno per i chip consumer. Il risultato si legge nelle proiezioni: secondo diversi studi di analisi, i data center potrebbero assorbire quasi il 70% della produzione mondiale di memoria nel 2026, contro il 20-30% nel 2022. Un’inversione rapida, che i produttori non compenseranno ancora per molto tempo. Le nuove fabbriche di Micron e SK Hynix non raggiungeranno volumi significativi prima del 2027, e il patron di Micron prevede un ritorno alla normalità solo nel 2028.
Perché le console assorbono peggio l’urto
Un dettaglio del modello economico spiega la particolare sensibilità delle console. A differenza di uno smartphone o di un computer, una console viene spesso venduta a un prezzo inferiore al suo costo di produzione, almeno durante i primi anni. Il produttore recupera con i giochi, gli abbonamenti e i servizi. Finché i componenti diminuiscono di prezzo nel tempo, la macchina finisce per diventare redditizia. Questa logica crolla quando la memoria raddoppia di prezzo in pochi trimestri. Microsoft non dispone più del margine necessario per assorbire l’aumento senza ribaltarlo sui prezzi, mentre un produttore di PC, che vende già con un margine positivo, può attenuare una parte del sovraccosto.
I prezzi europei ancora in attesa
Per la Francia e l’Europa, è d’obbligo la prudenza sugli importi esatti. Microsoft ha confermato il carattere mondiale dell’aumento, ma non ha pubblicato una nuova griglia in euro al momento dell’annuncio. La Xbox Series X resta esposta intorno a 599,99 euro nell’Esagono.
Convivono due letture, ed è meglio distinguerle chiaramente. Una conversione diretta dei prezzi americani lascerebbe intravedere una Series X vicina agli 800 euro e una Series S 1 To intorno ai 600 euro. La storia recente invita tuttavia alla cautela: durante l’aumento mondiale del maggio 2025, l’Europa aveva subito un aumento più contenuto rispetto agli Stati Uniti, con il passaggio della Series X a 599,99 euro, cioè 50 euro in più, mentre il mercato americano assorbiva 100 dollari. Se Microsoft riproporrà questo schema, l’aumento europeo potrebbe restare compreso tra 50 e 100 euro a seconda delle configurazioni. Nulla è stato deciso, e solo la comunicazione ufficiale del produttore fisserà i prezzi reali.
Un movimento che va oltre la sola Xbox
L’annuncio Xbox si inserisce in un’ondata che colpisce tutto il settore. Lo stesso 25 giugno, Apple aumentava il prezzo dei suoi Mac e iPad. Sony ha aumentato più volte la PlayStation 5, portando negli Stati Uniti la PS5 a 649,99 dollari, la versione Digital a 599,99 dollari e la PS5 Pro a 899,99 dollari, circa 830 euro. Nintendo ha lanciato la Switch 2 a 499 euro, al di sopra delle aspettative iniziali. Sul fronte PC, Dell, Lenovo e HP hanno avvertito di aumenti dal 15 al 20% sulla seconda metà del 2026.
Il seguito promette di restare teso. Diverse fonti industriali evocano un costo di produzione della futura PlayStation 6 vicino ai 1.000 dollari, cioè quasi 920 euro, contro una stima di circa 760 dollari fino a poco tempo fa. Il calcolo secondo cui una console diventerebbe meccanicamente meno cara nel corso della sua generazione non regge più.
Le misure per attutire il conto
Microsoft accompagna l’aumento con diversi dispositivi commerciali. Un pagamento in più rate senza costi aggiuntivi è proposto tramite il Microsoft Store, un finanziamento a tasso zero su dodici mesi è previsto presso alcuni partner come Amazon, e programmi di permuta dovrebbero facilitare l’acquisto di console usate. Il produttore mette anche in evidenza le sue macchine ricondizionate certificate, fino a 100 dollari sotto il prezzo consigliato. Una riserva: Microsoft non ha precisato se queste offerte saranno disponibili fuori dagli Stati Uniti, almeno in un primo momento.
Anche il contesto interno pesa. L’annuncio arriva poche settimane prima della chiusura dell’esercizio fiscale di Xbox, mentre sono state riportate riduzioni di personale dal lato degli studi. Nella sua comunicazione, Microsoft posiziona la Series S come la porta d’ingresso meno costosa verso un calendario di uscite fitto, con Grand Theft Auto VI atteso per il 19 novembre 2026, accanto a Call of Duty: Modern Warfare 4, Gears of War: E-Day o Halo: Campaign Evolved.
Aspettare non garantisce più un buon affare
Per il giocatore francese, cambiano due riflessi. Il primo riguarda il calendario d’acquisto: rimandare la propria decisione di qualche mese non fa più rima con risparmio, poiché la tendenza dei componenti punta verso l’alto almeno fino al 2027. Il secondo riguarda il posto stesso della console nel panorama. A 800 dollari per una Series X con lettore, la macchina si avvicina al prezzo di un PC da gioco entry-level, il che rimescola le carte del rapporto prezzo-prestazioni rispetto alla concorrenza diretta.
Resta una grande incognita: i prezzi europei ufficiali, che Microsoft deve ancora svelare. Finché non saranno fissati, l’unica certezza riguarda la direzione dell’ago. Sale, e la memoria ne è la responsabile.













