Dirac Live Processor : la correzione attiva dei modi della stanza su PC e Mac
10 luglio 2026

Sommario
Finora, per accedere all’Active Room Treatment di Dirac, era necessario acquistare un apparecchio compatibile, un processore StormAudio oppure un amplificatore Denon o Marantz di fascia alta. Dal 30 giugno 2026, basta un computer. Dirac ha rinominato il suo software di correzione per PC e Mac: il vecchio Room Correction Suite diventa Dirac Live Processor, e vi ha integrato la sua correzione acustica più avanzata. La tecnologia riservata alle elettroniche dedicate diventa un modulo da installare sulla macchina che si possiede già.
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Un software rinominato che riunisce tutto il catalogo
Il cambiamento riguarda innanzitutto il nome. Il Room Correction Suite, la versione software di Dirac Live che gira su computer, ora si chiama Dirac Live Processor. Sotto questa etichetta, Dirac riunisce tutti i suoi strumenti di correzione: Dirac Live Room Correction per la risposta in frequenza e in fase, Dirac Live Bass Control per la gestione dei subwoofer e ART. Gli utenti di Room Correction Suite passano automaticamente a Processor, con licenze e impostazioni conservate.
Nilo Casimiro Ericsson, responsabile di prodotto di Dirac Live, presenta ART come il lavoro più compiuto dell’azienda in materia di acustica ambientale, ora installabile direttamente su un PC o un Mac per valutarne l’effetto nel proprio sistema.
Come ART agisce sulle basse frequenze
La correzione ambientale classica misura la risposta nel punto in cui si trova il microfono e applica un filtro inverso, canale per canale. ART funziona diversamente. Si basa su una tecnologia brevettata chiamata MIMO (Multiple-Input Multiple-Output) che tratta l’insieme dei diffusori e la stanza come un unico sistema acustico. Sotto i 150 Hz, ogni diffusore capace di scendere nelle basse frequenze, subwoofer o canale principale, può riprodurre il proprio segnale oppure rinforzare quello degli altri. Gli altoparlanti emettono segnali in controfase calcolati per annullare le risonanze della stanza, in tempo reale durante la riproduzione.
Questa gamma sotto i 150 Hz corrisponde ai modi della stanza, quelle onde stazionarie che scavano e gonfiano i bassi a seconda del punto in cui ci si trova, e che allungano il tempo di decadimento delle basse frequenze. Sopra i 150 Hz, è la classica correzione Room Correction, impulso per impulso, a subentrare. Il risultato ricercato: bassi più controllati, una migliore uniformità da una seduta all’altra e un livello di prestazioni che prima richiedeva pannelli e diffusori fisici.
Il Processor come centro di elaborazione
Il Processor è un processore audio virtuale: applica la correzione al segnale sul computer, prima che il suono raggiunga il sistema di riproduzione. Coesistono due modalità. Come applicazione autonoma o tramite i suoi plug-in (VST, VST3, AAX, AU), si inserisce in un lettore o in una workstation audio digitale, aprendo così la porta sia alle configurazioni da studio sia ai lettori multimediali. Per un computer posto a monte di un sistema, collegato a un convertitore e poi a un amplificatore e a dei diffusori, la correzione, ART compreso, si applica direttamente al flusso.
La sfumatura da tenere a mente: collegare il Processor a un amplificatore home cinema o a uno streamer separato presuppone che il dispositivo e il computer siano sulla stessa rete e che il sistema sia compatibile. Non tutti i sistemi connessi diventano compatibili con ART da un giorno all’altro. Il calcolo e l’applicazione dei filtri restano soggetti a condizioni di compatibilità e di licenza.
Cosa serve per installarlo
L’installazione inizia collegando un microfono di misura al computer, per esempio un miniDSP UMIK-1. Il software guida poi l’acquisizione delle misure da diverse posizioni di ascolto, analizza il comportamento della stanza e del sistema, quindi calcola i filtri adatti all’ambiente. La procedura resta identica a quella delle implementazioni hardware di Dirac Live, con la differenza che l’intera catena di calibrazione risiede sulla macchina.
Il perimetro limitato della correzione attiva
Un punto merita di essere chiarito, perché condiziona l’interesse della spesa. ART agisce sui modi della stanza nelle basse frequenze, tra 20 e 150 Hz, e nient’altro. Non interviene sui medi, né sugli alti, né sulla riverberazione generale della stanza su tutto lo spettro. Non sostituisce un trattamento acustico completo. Il suo campo d’azione è ristretto, ma in questo campo l’annullamento attivo delle risonanze basse svolge un lavoro che il posizionamento dei diffusori e la regolazione manuale raggiungono raramente. ART opera peraltro meglio sui sistemi multicanale dotati di più diffusori capaci di scendere in basso, dove la rete collaborativa dispone di margine per agire.
Il costo reale delle licenze
A differenza delle correzioni di base integrate in molti amplificatori, le funzioni del Processor si pagano a licenza, e si sommano. Room Correction costa circa 320 € in versione stereo, circa 460 € in multicanale. Bass Control aggiunge circa 275 €. ART costa circa 275 € in più. Non funziona da solo: richiede Room Correction, e Bass Control diventa necessario non appena entra in gioco uno o più subwoofer. Partendo da zero, la suite completa rappresenta circa 740 € in formula bundle. Dirac propone un periodo di prova di quattordici giorni per valutare prima di pagare.
Per un ascoltatore il cui PC o Mac è già il centro del proprio impianto, il Processor elimina una barriera: non serve più un amplificatore specifico per accedere alla correzione più avanzata di Dirac. Il prezzo cumulativo delle licenze resta importante e il beneficio dipende dal sistema di fronte, dal numero di diffusori e dallo stato acustico della stanza. Su un buon impianto installato in un soggiorno imperfetto, lo strumento merita il calcolo.












