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Quale giradischi Pro-Ject scegliere tra E1, T1 EVO e T2?

28 maggio 2026

Sommario

Tre giradischi, prezzi che vanno da circa 300 a 650 euro, e nomi che non dicono granché sulla reale gerarchia. La gamma d’ingresso di Pro-Ject richiede un po’ di decodifica. L’E1, il T1 EVO e il T2 si basano sulla stessa logica costruttiva, ciascuno esiste in più versioni, e le differenze di prezzo corrispondono a scelte tecniche precise. La vera domanda è: quali di queste scelte contano per il vostro impianto.

Scoprire i giradischi Pro-Ject

Una base comune prima delle differenze

Tutti e tre i modelli funzionano secondo lo stesso principio: trazione a cinghia, lettura completamente manuale, senza braccio automatico né rilevamento della fine del disco. Il telaio è lavorato CNC, senza cavità interne, e la produzione resta europea. Il cambio di velocità 33/45 giri avviene elettronicamente sulle versioni attuali, senza spostare la cinghia a mano.

Arrivano tutte calibrate in fabbrica, pronte a riprodurre un disco appena tolte dalla scatola. Ciò che le distingue si riduce a quattro elementi: il piatto, la testina, il braccio di lettura e il margine di regolazione lasciato all’utente. Il resto riguarda soprattutto il prezzo e la finitura.

E1: il giradischi che si appoggia e si dimentica

L’E1 apre la gamma. Il suo piatto è in polimero ABS, rinforzato da nervature interne pensate per limitare le risonanze. È un piatto leggero, che non punta sull’effetto volano di un piatto pesante per stabilizzare la velocità. Pro-Ject compensa con la rigidità del pezzo, ma questo resta il compromesso più evidente del modello.

Il braccio in alluminio da 8,6 pollici monta una testina Audio Technica AT3600L secondo la documentazione ufficiale di Pro-Ject. Diversi rivenditori indicano ancora una Ortofon OM 5E nelle loro schede: una differenza che merita una verifica presso il venditore prima dell’acquisto, perché le due testine non hanno la stessa resa. La forza d’appoggio e l’antiskating sono regolati in fabbrica, senza nulla da regolare. È un giradischi che si collega e si ascolta.

Esistono tre versioni. La versione standard fornisce un segnale phono puro e richiede un preamplificatore esterno. La versione Phono integra un preamplificatore commutabile. La versione BT aggiunge un trasmettitore Bluetooth, con codec aptX Adaptive, oltre al preamplificatore. Calcolate circa 300 euro per la versione standard, qualcosa in più per le altre.

Un dettaglio da conoscere: Pro-Ject ha nel frattempo introdotto una E1.2, dotata di un piatto in alluminio pressofuso e di una testina rivista. A seconda del rivenditore, verrà proposta l’una o l’altra generazione, e la differenza di piatto non è trascurabile.

Giradischi in vinile bianco visto dall'alto con disco nero e braccio di lettura su tavolo rotondo bordeaux

T1 EVO: il passaggio alla T-Line

Il T1 EVO cambia piatto. Al posto del polimero, c’è un piatto in vetro satinato da 8 mm, più pesante e scelto per il suo comportamento neutro rispetto alle risonanze. Poggia su un sottopiatto di diametro maggiore, ripreso dalla gamma Debut, montato su un cuscinetto principale lavorato a 0,001 mm con perno in acciaio temprato e boccola in ottone.

L’altro cambiamento si sente di più: la testina. Pro-Ject equipaggia il T1 EVO con una Ortofon OM10, il cui diamante ellittico restituisce più dettaglio e acuti meglio estesi rispetto alle testine entry-level. È il salto più netto tra l’E1 e questo modello. Il braccio monoblocco in alluminio da 8,6 pollici resta vicino a quello dell’E1, ma il contrappeso può essere regolato di nuovo se in seguito cambiate testina. Il costruttore fornisce i propri cavi phono schermati a bassa capacità, invece di RCA generici.

Sulla carta, wow e flutter (0,25 % a 33 giri) e rapporto segnale/rumore (65 dB) restano identici a quelli dell’E1. Il guadagno sta quindi nel materiale del piatto, nella testina e nel cablaggio, non nella pura stabilità di rotazione. Anche qui tre versioni: T1 EVO, T1 EVO Phono e T1 EVO BT, quest’ultima in Bluetooth 5.0 con codec aptX HD. I prezzi partono da circa 350 euro per la versione standard, circa 400 euro per la Phono e 430 euro per la BT.

È il modello meno costoso della selezione a offrire una resa realmente hi-fi.

T2: più massa, un braccio più lungo

Sul T2, le evoluzioni riguardano componenti strutturali. Il braccio passa a 9 pollici, con una lunghezza effettiva di 230 mm. Un braccio più lungo riduce l’errore di lettura lungo il solco, perché la testina resta meglio allineata dall’esterno verso il centro del disco. Il portatestina è integrato nel tubo, il che limita le risonanze rispetto a una testina avvitata.

Il T2 aggiunge anche un antiskating regolabile a molla, assente su E1 e T1 EVO. Su questi due modelli, questa regolazione è fissa in fabbrica; sul T2, potete regolarla, cosa che diventa utile il giorno in cui monterete un’altra testina. Il piatto arriva a 10 mm di spessore per 1,7 kg, più pesante di quello del T1 EVO. La testina di serie è una Sumiko Rainier, a magnete mobile, assemblata in Giappone.

Seguono anche le misure: wow e flutter dichiarato a 0,19 % a 33 giri, rapporto segnale/rumore a 67 dB, due valori in leggero miglioramento. La gamma T2 è declinata in tre versioni: il T2 senza preamplificatore (circa 500 euro), il T2 Super Phono con un preamplificatore phono MM a doppio stadio (649 euro), e il T2 W che aggiunge lo streaming di rete tramite Wi-Fi (circa 1 000 euro).

La differenza rispetto al T1 EVO è reale, ma resta progressiva. Per un salto più marcato nella gamma Pro-Ject, bisogna guardare alla serie Debut.

Giradischi con finitura in legno con disco nero e braccio di lettura, vista angolata su mobile giallo lucido

Riferimenti affiancati

Modello Piatto Testina Braccio Prezzo indicativo (versione standard)
E1 Polimero ABS Audio Technica AT3600L 8,6 pollici circa 300 €
T1 EVO Vetro 8 mm Ortofon OM10 8,6 pollici circa 350 €
T2 Vetro 10 mm, 1,7 kg Sumiko Rainier 9 pollici circa 500 €

Standard, Phono o BT: la questione del preamplificatore

Un giradischi eroga un segnale molto debole, che richiede una correzione RIAA prima di entrare in un amplificatore. Da qui le tre varianti che si ritrovano su ogni linea.

La versione standard fornisce un segnale phono puro. Va bene se il vostro amplificatore possiede un ingresso phono, o se disponete di un preamplificatore phono separato: in questo caso mantenete il controllo sulla scelta di questo stadio. La versione Phono integra un preamplificatore commutabile, pratico quando l’amplificatore non ha un ingresso dedicato. La versione BT aggiunge un trasmettitore Bluetooth per diffusori o cuffie wireless, e incorpora anche il preamplificatore. Il wireless semplifica l’installazione ma si prende una parte della finezza di lettura nel passaggio.

Questa scelta di versione riguarda la connessione, non la qualità di lettura in sé. Meglio quindi decidere prima la linea (E1, T1 EVO o T2), poi il suffisso.

Giradischi nero con preamplificatore compatto e diffusore da scaffale nero su sfondo grigio

Quale giradischi per quale impianto?

Se il budget è limitato e il giradischi deve andare con diffusori attivi o un sistema compatto, senza regolazioni da prevedere, l’E1 fa il suo lavoro. La versione Phono o BT evita di aggiungere un preamplificatore.

Per un primo impianto realmente hi-fi, con un amplificatore e diffusori passivi, il T1 EVO è il giusto punto d’ingresso, intorno ai 350-430 euro a seconda della versione. La testina OM10 spiega l’essenziale della differenza di prezzo rispetto all’E1, ed è quella che sentirete.

Il T2 è pensato per un sistema più risolutivo. Il suo braccio più lungo e il suo antiskating regolabile offrono una lettura più pulita e maggiore margine se in seguito cambiate testina. Se il vostro amplificatore non ha un ingresso phono, il T2 Super Phono risolve la questione con il suo preamplificatore integrato.

Resta un riferimento semplice: tra questi tre giradischi, sono il piatto e la testina a farsi sentire. Il suffisso Phono o BT, invece, decide solo il modo in cui il giradischi si collega al resto della catena.

Pro-Ject

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